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«Sei cicciona, ma cosa mangi a fare?»
Il caso a Massa. Un anziano: «Non stare a prendere i soldi, puoi stare dieci giorni a digiuno» e lei ha risposto con un sorriso
Massa. Stefana ha quasi 23 anni (li compirà a gennaio). Una cascata di capelli mossi, un viso dolce e un corpo formoso, curvy come si dice oggi.
È una ragazza che viene dalla Romania, da sette anni vive a Massa dove ha frequentato l’istituto Alberghiero: prima delle chiusure dei locali faceva la cameriera in un ristorante di Pietrasanta.
Stefana è una ragazza giovane, piena di amici, con la passione per la musica e per la moda. In coda davanti alla banca, sul viale Roma a Massa, è diventa, all’improvviso solo una “cicciona che non aveva bisogno di prendere soldi per mangiare perché avrebbe potuto stare benissimo 10 giorni a digiuno”.
Una storia di body shaming, come purtroppo se ne leggono tante. Basti pensare che l’ultimo preso di mira, con ferocia sui social, è stato un bambino. Il figlio di Flavio Briatore, Nathan Falco che, sotto una foto insieme al padre ha visto un fiorire di commenti al vetriolo: “è obeso, togligli la pastasciutta Flavio”.
Stefana gli insulti li ha subiti dal vivo. L’altra mattina, mentre era in coda davanti alla sua banca. «Io ho risposto col sorriso, ma ho pensato che tante donne potrebbero restarci male. E ho anche pensato che non è vero che questa pandemia ci ha reso tutti più buoni».
Questa ragazza dai tanti capelli e il sorriso contagioso parla con Il Tirreno di quanto accaduto l’altra mattina.
«Sono arrivata fuori dalla banca di viale Roma. C’era una lunga coda – racconta Stefana – Ho chiesto col sorriso se stavano aspettando per il bancomat. Un signore anziano mi ha risposto subito: “ma cosa vai a fare a prendere i soldi? ”. Pensavo si trattasse di un tentativo di approccio e i sono limitata a glissare senza perdere la calma: “Purtroppo devo pagare l’affitto e non posso fare a meno di mettermi in fila”».
Per Stefana sembrava una mattinata tranquilla. Non era pronta - ammette - all’ondata di offese che l’avrebbe travolta.
«Il signore a quel punto si è girato e mi ha apostrofato così: “Non andare a prendere i soldi, sei cicciona, puoi anche stare senza mangiare per dieci giorni. A che ti servono i soldi?” - racconta Stefana Botez - A quel punto ho fatto tesoro della buona educazione che mi hanno dato in famiglia e ho pensato, davvero di essere fortunata per tutti i consigli avuti dai miei nonni. Ho fatto il mio prelievo al bancomat, mi sono allontanata augurando buone feste».
«Le parole di quel signore sono state pesanti - conclude Stefana - ancora di più i risolini della gente che era in fila. Io sono abituata a sorridere, a essere positiva. Ma credo che per donne un po’ meno sicure quelle parole potrebbero fare molto male. Sono cattiverie, che nessuno merita di sentire».
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