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«Pasticcio sui beni estimati» E adesso deciderà il giudice
carrara. Una nuova tornata di ricorsi, come abbiamo anticipato ieri sulle pagine del Tirreno.
Si tratta di provvedimenti per i quali il Comune ha provveduto con una delibera a costituirsi nominando l’avvocato Domenico Iaria, con un impegno delle casse del municipio pari a 18 mila euro.
Sono ricorsi legati alla “ricognizione degli agri marmiferi” avviata dal Comune e, subito, contestata dalle aziende del marmo.
In sostanza questa sorta di identificazione degli agri marmiferi ha scontentato i concessionari di cava per due ragioni. La prima perché si sarebbero verificate discrepanze, e anche molto significative (stando agli industriali del marmo) fra i calcoli delle aziende stesse e quelli messi a punto dall’amministrazione sui diversi mappali. E, sempre stando agli imprenditori, tutte discrepanze a favore del Comune.
Ma non solo. Il nodo più grosso da sciogliere è quello che riguarda i beni estimati che sarebbero finiti in parte nei mappali degli agri marmiferi “semplici”.
Questo il danno patito dalle aziende che non ci hanno messo tempo di mezzo e hanno chiamato i loro legali (l’avvocato Riccardo Diamanti, il professor Sergio Menchini, il legate Antonio Lattanzi e lo studio Morbidelli-Chiti).
La prima udienza è fissata a metà febbraio. E qual è la novità? Che sarà il giudice onorario a dirimere le questioni, non quello del tribunale amministrativo. Perchè è il giudice onorario che si esprime sui diritti di proprietà e gli imprenditori delle cave chiederanno di disapplicare la delibera comunale e di accertare, mappali alla mano, i confini fra beni estimati e agri marmiferi. Insomma una partita tutta da giocare. In tribunale. —
A.V.
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