Il Tirreno

«L’Istituto Isr dentro il Consorzio Zona»

Luca Barbieri

La fusione delle Camere di Commercio ne mette a rischio il futuro. Dino Sodini: un’eccellenza da non disperdere 

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carrara. Fusione delle Camere di commercio: a rischio anche il patrimonio dell'azienda speciale Isr. Quella che il “past president” dell'ente camerale apuano Dino Sodini chiama «eccellenza» del territorio, potrebbe, complice l'accorpamento, essere fagocitata dall'azienda speciale fiorentina. «In quel caso, i nostri ricercatori con la guida unica di Firenze saranno destinati a ben altro», ribadisce Sodini che, proprio in occasione del rapporto organizzato dalla Camera di Commercio di Massa Carrara e dall'Istituto di Studi e Ricerche.

Eppure una soluzione c'è ed è stata già messa nero su bianco: «Manca l'ok della Regione Toscana per il passaggio dell'azienda speciale Isr all'interno della “ Zia”, Consorzio zona industriale di Massa Carrara; una scelta discussa con i soci. Con la riforma ne resterebbe soltanto una in Regione, vorrebbe dire perdere un'eccellenza, un patrimonio ventennale. Adesso la soluzione è congelata in Regione...», incalza Sodini. Il motivo? «L'assessore regionale Leonardo Marras crede che Isr possa confluire nella Fondazione dell'ente camerale pisano: non è vero, mi è già stato detto da Pisa che la nostra azienda speciale lì dentro “non ci sta”. L'assessore è fuori strada, la nostra politica adesso deve farsi sentire», è l'appello di Sodini per una struttura che conta 5 lavoratori, un grande patrimonio fatto di dati e ricerche e da una manciata di anni ha intensificato l'attività promozionale (tradotto nel punto di impresa digitale, per esempio, o nell'internazionalizzazione; insomma un punto di riferimento per imprese apuane e per il territorio).

La vicenda riapre così l'ormai annosa questione degli accorpamenti delle Camere di Commercio. «Sia chiaro, non lo dico per me, ma per la provincia, qui serve uno scatto d'orgoglio. Stiamo diventando una provincia acefala, ai margini della Regione. Si era aperta la polemica sul mancato assessorato (al consigliere democratico Giacomo Bugliani, ndc). Ebbene, qui rischiamo la scomparsa di altri presidi, con ripercussioni anche sulle ricadute economiche di un territorio già provato come il nostro». Altrimenti con la Camera di Commercio sarà «un film già visto: la Regione semmai dovrebbe cambiare tendenza, aprendo uffici, presidi e non chiuderne ancora», aggiunge il “past president”. Sì, perché, riflette, la fusione dell'ente con le due “big” di Lucca e Pisa (prevista dalla Legge Madia, con il limite di 60 Camere a livello nazionale), sembrava all'epilogo con il “Decreto Agosto” con la nomina di un commissario. «In Lombardia i commissari sono diventati i presidenti uscenti; per l'Emilia e la Toscana non si è ancora provveduto. La situazione è critica: senza la nomina sarei decaduto con il decreto per cui la situazione è delicata, tra l'altro c'è il pericolo dell'esercizio provvisorio, perché non abbiamo organi per votare il bilancio dell'ente. Non riusciamo a capire il ritardo; siamo tra i “ribelli”, quelli che hanno fatto ricorso al Tar: la lungaggine probabilmente potrebbe essere legata a questo. Ma rimane inspiegabile lasciare, per mesi, un ente pubblico senza guida: una follia», continua Sodini, confermando: «Anche se fossi io il commissario non ritirerò il ricorso, vogliamo e aspettiamo il giudizio, specialmente quello sulla mancata rappresentanza perché l'accorpamento tende a far scomparire Massa Carrara sia chiaro». —

Luca Barbieri

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