Il presidio
Ai domiciliari ex sindaco Puglia tre imprenditori e un dirigente
Nuovi guai giudiziari per l’ex presidente della Massese Calcio i titolari di due società e un geometra del comune di Vagli
Luca Tronchetti
LUCCA. Delle indagini della magistratura se ne infischiavano. E proseguivano a svolgere i loro affari come se il blitz avvenuto lo scorso maggio con perquisizioni e sequestri e l’emissione di 27 avvisi di garanzia non li riguardasse. Così ieri mattina il dominus dell’inchiesta - Mario Puglia, 71 anni da compiere il 29 dicembre prossimo, ex sindaco e attuale vice del comune di Vagli - è stato raggiunto nella sua abitazione da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip Antonia Aracri su richiesta del pubblico ministero Salvatore Giannino. Assieme al Signore di Vagli, da oltre vent’anni sulla cresta dell’onda e ritenuto il promotore della duplice associazione a delinquere, sono finiti ai domiciliari, per fatti specifici e circoscritti, gli imprenditori Giorgio Turba, 73 anni, uno dei più importanti impresari del marmo della Toscana per anni presidente della Massese Calcio, il geometra Roberto Romei, 55 anni, responsabile dell’impresa di edilizia civile e industriale a Castelnovo nè Monti (Reggio Emilia), Tiziano Pandolfo, 39 anni, di Barga, titolare di un’impresa edile stradale, movimento terra e regimazione acque e il geometra del comune di Vagli, Marco Bertoncini, 34 anni, di Castelnuovo . Solo quest’ultimo, incaricato dall’ex sindaco Puglia di effettuare ricerche sul territorio di terreni e boschi vicini alle cave, il gip non ritenuto opportuno estendere il divieto di comunicazione con l’esterno imposto invece agli altri quattro indagati fini agli arresti domiciliari. Ad oggi sono salite a 36 le persone iscritte, a vario titolo, nel registro degli indagati. E questo nuovo filone si è reso possibile grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali.
Il NUOVO BLITZ
É scattato alle 9 ed è proseguito tutto il pomeriggio con l’impiego di 60 operatori delle forze dell’ordine: carabinieri forestali di Camporgiano, nucleo economico-finanziario del comando provinciale della Guardia di Finanza, agenti di polizia della squadra Mobile, militari del comando della Compagnia di Castelnuovo e ufficiali di pg della procura della Repubblica. Perquisite le abitazioni delle persone sottoposte alla nuova misura restrittiva, uffici pubblici e aziende private alla ricerca di materiale informatico e documentazione di varia natura in grado di suffragare ulteriormente le ipotesi di reato emerse nel corso dell’inchiesta.
SISTEMA MALATO
Per gli investigatori non ci sono dubbi: all’interno del comune di Vagli esisteva un’organizzazione radicata sul territorio e capace di condizionare la vita economica e imprenditoriale della comunità e in grado di compiere negli ultimi 5-6 anni un notevole numero di reati visto che sono una sessantina gli episodi contestati dalla magistratura. In sostanza Puglia, per l’accusa, utilizzava il Comune, quindi la cosa pubblica, come un’azienda privata e personale e nel corso del tempo, assieme agli altri amministratori pubblici della zona, ai loro familiari e a imprenditore del settore marmifero ed edilizio avrebbe compiuto reati contro la pubblica amministrazione: corruzione, truffe, falso ideologico, abuso d’ufficio, turbata libertà di scelta del contraente, riciclaggio, peculato.
IL QUADRO PROBATORIO
Nell’ordinanza emerge con chiarezza un quadro probatorio disarmante con «una vera e propria spartizione di occasioni di guadagno utilizzando la struttura del comune di Vagli come mezzo per raggiungere i propri obiettivi». Il tutto grazie ad un sistema di potere che ha avuto origine nel 2009 e che per i magistrati sarebbe stato instaurato da Mario Puglia abusando del suo ruolo di amministratore comunale unitamente alla giunta attuale e precedente e con i dipendenti dell’ufficio tecnico e gli imprenditori coinvolti. —
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