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La titolare del Devil2:«Ristoratori penalizzati, così si muore»

Ivan Zambelli
La  titolare del Devil2:«Ristoratori penalizzati, così si muore»

Lo sfogo dell'imprenditrice: vedo negozi strapieni e noi non possiamo lavorare. Ma dobbiamo pagare le tasse

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MASSA. «Dopo mesi di chiusura e false speranze è ora di dire basta. Stiamo andando alla malora». È lo sfogo di Sonia Casali, una dei tanti ristoratori che stanno facendo fronte alle gravi conseguenze economiche della pandemia.

Sonia, insieme a Pierluigi Mariani gestisce il ristorante-pizzeria Devil 2, che si trova in via dell’Industria, e come altri si è dovuta adattare alla situazione del momento: «Stiamo provando a fare gli asporti, ma le cose vanno male. Eppure il lavoro ci sarebbe anche». Infatti, il Devil 2 si trova in zona industriale, e lavora principalmente con camionisti, operai, fornendo pranzi di lavoro, e un tavolo di fronte a cui trascorrere la pausa: «La nostra clientela è diversa da quella di altre zone, diamo un servizio essenziale ai lavoratori. Come si può mangiare in macchina? Tempo fa un camionista mi ha detto che il nostro era il primo pasto caldo dopo giorni di panini. Anche queste persone sono state dimenticate».

In tutto questo, poi, c’è stata l’illusione della zona gialla, che oltre a creare aspettative, ha messo in moto i ristoranti, che sono tornati a fare gli approvvigionamenti nella prospettiva di una riapertura: «Come altri ci siamo organizzati per tornare aperti all’ora di pranzo, abbiamo fatto la spesa, che in questo caso voleva dire ricomprare tutto, perché dopo mesi manca quasi tutto in cucina; ma poi il colore della regione non è cambiato e alla fine abbiamo speso per nulla». Costi che si aggiungono a quelli pregressi, mentre gli aiuti che arrivano dallo Stato sono a singhiozzo, certe volte inadeguati: «Lo scorso mese sono arrivati 4mila euro, ma che in gran parte vanno a coprire l’affitto, i fornitori, le bollette ed alla fine in tasca non resta niente. Non dimentichiamo poi che a suo tempo ci hanno fatto comprare plexiglass, taniche di igienizzanti e gel, che poi non abbiamo usato; ma soprattutto, non dimentichiamo che oltre al lavoro le persone hanno una vita, hanno una casa, figli, magari un mutuo. Però le tasse arrivano eccome».

La titolare del Devil 2 lamenta una certa disparità nel trattamento delle diverse attività commerciali: «Capisco la necessità di chiudere, perché i tempi sono quelli che sono; però rispetto ad altri noi ristoratori, baristi e pasticceri siamo le categorie più penalizzate. Non capisco perché i mercati settimanali continuano a farli, e tutti sappiamo che sono tipici luoghi di affollamento; oppure i grandi centri di distribuzione, l’altro giorno sono andata in un negozio e ci saranno state 100 persone, tutte con la mascherina, ma senza dar troppa importanza al distanziamento. Questo non capisco: la disparità. Dovremmo essere tutti nella condizione di poter lavorare, almeno un minimo». Sonia Casali ha affidato queste parole anche ai social, così da poter raggiungere più colleghi possibili: «A Firenze due giorni fa hanno fatto una manifestazione, per protestare e chiedere gli aiuti promessi della regione. Io sono disposta a metterci la faccia; vorrei sentire quanti colleghi sono disposti a fare qualcosa di simile anche qui». —
 

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