Il Tirreno

La sfida del lapideo

Dal colosso del marmo nuovi posti di lavoro

Alessandra Vivoli
Dal colosso del marmo nuovi posti di lavoro

Parla Alberto Franchi dopo l'operazione da 67 milioni

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Alessandra Vivoli

CARRARA. Un’operazione e una partnership storiche. Una sinergia destinata a promuovere il prodotto marmo, declinato in mille segmenti, a 360 gradi, dai grandi progetti all’arte contemporanea.

E, cosa più importante, future ricadute occupazionali legate a quanto messo nero su bianco nel contratto preliminare dell’operazione Project Style che ha messo insieme la Franchi Umberto Marmi e il 50% della Igf, la quota di riferimento della Gvm marmi di Gualtiero Vanelli. Quota che Franchi ha acquisito per 67 milioni di euro facendo largo nel gruppo, come socio al 9% - e con una missione importante legata all’aspetto “artistico” del prodotto marmo - a Gualtiero Vanelli.

Alberto Franchi parla con Il Tirreno, e, dopo le dichiarazioni a caldo del giorno della firma, per la prima volta entranel merito dell’operazione (il closing è previsto a gennaio). Parla di cosa questa partnership con Gualtiero Vanelli comporta a livello di promozione del lapideo e a livello di ricadute occupazionali sul territorio. Con l’annuncio di “significative ricadute” per l’economia della provincia apuana.

Alberto Franchi un giudizio sulla operazione da poco conclusa e gli obiettivi che questa operazione ha ad ampio raggio.

Sono molto soddisfatto di questa operazione che si inserisce perfettamente nel nostro percorso di crescita e sviluppo. E’ stato un periodo molto inteso che ha visto il nostro sbarco in Borsa lo scorso ottobre e adesso la sigla di questa importante partnership che è in linea con gli obiettivi illustrati agli investitori nei mesi scorsi.

Inoltre l’accordo prevede anche l’ingresso di Gvm con un partecipazione del 9% nel nostro capitale e Gualtiero Vanelli entrerà nel Consiglio di Amministrazione. Sono certo che insieme accelereremo nei nostri progetti potendo contare anche sulle specifiche competenze maturate nel settore dei marmi pregiati e di stile, ed in particolar modo nell’ambito artistico, che apporteranno valore al nostro brand.

A questa operazione sono legate possibilità di nuovi posti di lavoro?

Il nostro gruppo, che conta su oltre 40 dipendenti e un indotto di 500 addetti, è particolarmente attento alla cultura del marmo come cultura della città di Carrara, al sostegno allo sviluppo socio-economico, al rispetto e all’integrazione con il territorio che contraddistinguono da sempre il nostro gruppo e sono un tratto distintivo del brand.

Questo accordo è in linea con il nostro approccio di grande attenzione ai più elevati standard qualitativi e alla sostenibilità ambientale sia nelle attività estrattive che in quelle di trasformazione confermando così il nostro impegno ad investire sul territorio con significative ricadute sull’occupazione e sull’economia dell’area.

Quali le priorità da mettere in campo e perché?

Grazie a questa operazione consolidiamo la nostra rete di rapporti con le principali cave del distretto Apuano con particolare riferimento ai marmi di qualità superiore (Statuario, Calacatta, Cremo, etc.), rafforzando la nostra posizione di leadership nel settore del marmo di Carrara. Auspichiamo che anche grazie a questo accordo avremo l’opportunità di dare sempre più visibilità al comparto lapideo apuano nel mondo.

Il nostro obiettivo sarà proseguire nella strategia di diversificazione geografica intrapresa in questi anni, incrementando il presidio sui mercati internazionali con una politica commerciale volta a posizionare i nostri prodotti nel segmento lusso.

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