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Buone forchette e amanti della lettura ma con pochi figli e sicurezza in calo
Qualità della vita, Massa-Carrara scivola di altre due posizioni (dal 71° al 73° posto). Terzultimi in Italia per natalità
massa-carrara
Grandi lettori, buone forchette, ma sornioni per le nascite e nelle ultime posizioni per alcuni capitoli che riguardano i dati della sezione “sicurezza e giustizia”.
Scivola di un paio di posizioni, dalla 71ª alla 73ª su 107 in totale, la provincia di Massa Carrara nella 31ª edizione dell'indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita pubblicata nelle scorse ore. Novanta indicatori che ogni anno raccontano, a suon di numeri e classifiche, in quali province italiane si vive meglio. Dalla sezione sul tempo libero e la cultura alla sicurezza, passando per altri macro-temi come lavoro, consumi, ambiente, servizi e demografia.
Quest'anno – nell'edizione che sancisce i primi posti per Bologna, Bolzano e Trento e gli ultimi per Siracusa, Caltanissetta e Crotone – anche i parametri dettati dal Covid, inevitabilmente, nella prima edizione della classifica a fare i conti con l'anno della pandemia.
Partiamo così dall'impatto di quest'ultima sui territori della provincia apuana che i vari indici, le percentuali provano a certificare e mettere nero su bianco. Si comincia intanto con la posizione numero 85 per i 33,3 casi ogni mille abitanti; con un tasso di mortalità «standardizzato per 10 mila» abitanti di +7,67 per cento, per il periodo che va da gennaio a giugno 2020, rispetto al solito lasso di tempo dal 2015 al 2019 però.
Sempre inserite negli effetti del Covid-19, troviamo per Massa Carrara il prezzo medio di vendita delle case che in un anno cala del 7 per cento. L'effetto Covid del report si fa sentire anche sul Pil pro capite provinciale (-9 per cento in un anno). Questi i dati più in risalto legati all'emergenza sanitaria.
Poi si arriva ai consueti parametri dell'indagine del Sole 24 Ore. Dai dati in cui la provincia brilla – leggi, come al solito, le librerie (primato, con un valore di 0,16 ogni mille abitanti) davanti a colossi con vocazione universitaria come Pisa (undicesima), Perugia (settima) e Roma (ottava) – alle sorprese (come bar e ristoranti, di cui scriviamo a lato).
Poi quelli in cui si colloca in una posizione mediana, attorno alla 50esima. Parliamo del tasso di occupazione (52esima con il 64,5 per cento) e del 18,6 per cento (tradotto nella posizione numero 53) che riguarda i cosiddetti “neet” e cioè quei giovani che non lavorano, né studiano (fino ai 29 anni); 87esimo posto per l'imprenditorialità dei più giovani.
Poi i dati che ci collocano tra gli ultimi. Tra questi spicca il tasso di natalità da terzultimo posto (2,4 ogni mille abitanti, 105 su 107), il tasso di mortalità (80esimi, 6,3 per ogni 100 mila abitanti) e l'indice di vecchiaia (96 esimi). Poi il 95esimo posto per l'ecosistema urbano e la posizione 87 sia per l'indice di criminalità (3930 «denunce ogni 100 mila abitanti, dai dati della Pubblica Sicurezza – Interno/Istat), sia per le violenze sessuali (10,3 denunce ogni 100 mila abitanti sempre dai dati della Pubblica Sicurezza – Interno/Istat), per chiudere poi con il 91esimo posto degli incidenti stradali. —
luca barbieri
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