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Quando i maschi sottovalutano i rischi di ammalarsi di tumore
Secondo un’indagine Swg oltre 50% degli uomini non ha mai fatto un controllo L’allarme della Lilt apuana che continua la campagna di visite urologiche
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L’ultima settimana di novembre la Lilt, Lega italiana per la lotta ai tumori, ha promosso la campagna per la prevenzione dei tumori maschili “Lilt for men Nastro azzurro 2020” che, ha differenza della campagna di prevenzione del tumore mammaria di ottobre “Lilt for women - Nastro rosa 2020” non ha riscosso interesse. Probabilmente, osservano i responsabili della Lilt di cui, per la sezione di Massa Carrara è presidente il dottor Pietro Bianchi, i numeri della seconda ondata della pandemia possono aver contribuito a questo scarso interesse, probabilmente per una campagna pubblicitaria non abbastanza incisiva, ma la scarsa adesione non ci ha meravigliato più di tanto. Questo scarso interesse infatti è confermato da i risultati della ricerca condotta da Swg per conto della Lilt per conoscere la sensibilità degli uomini nei confronti della prevenzione oncologica. Lo studio ha evidenziato un diffuso atteggiamento di sottovalutazione del rischio e di sopravvalutazione delle proprie conoscenze e competenze, che rimangono generiche, soprattutto in ambito oncologico. I risultati sono stati alquanto preoccupanti, infatti oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di non essersi mai sottoposto a visite di controllo, anche tra coloro che per diversi motivi hanno maggiori fattori di rischio. È risultato infatti che il 74% degli intervistati non si è mai sottoposto a una visita ai testicoli e, tra i più giovani, la percentuale sale al 77%.
Questa diversa sensibilità nei confronti della prevenzione oncologica tra il mondo femminile e il mondo maschile trova giustificazioni nella diversa educazione proposta ai ragazzi, infatti, mentre le ragazze con la campagna di vaccinazione per il papilloma virus entrano in contatto con il mondo della prevenzione in giovane età, i ragazzi, con l’abolizione del servizio di leva non hanno appuntamenti di riferimento che li educhino alla prevenzione. Anche per le neoplasie urogenitali dell’uomo (tumore del testicolo, del pene e della prostata) la precocità della diagnosi correla con la migliore prognosi con minor complessità delle cure. Nel tumore del testicolo, che ogni anno coinvolge 2.500 giovani di età compresa tra i 20 e 40 anni e si manifesta con la comparsa di una tumefazione, aumento di volume e consistenza, è fondamentale educare all’ autopalpazione, alla base di una diagnosi precoce. Del tumore al pene, molto raro ma molto aggressivo perché a tardiva diagnosi, possiamo dire che è correlato all’infezione da Hpv ed si manifesta con variazioni di colore e di spessore della cute del pene, a volte ulcerazioni o ispessimenti nodulari. Il tumore alla prostata ha un’incidenza crescente e rappresenta un quinto dei tumori diagnosticati dopo i 50 anni con circa nuove 100 diagnosi al giorno.
Per una corretta prevenzione sarebbe opportuno sottoporsi dopo i 40 anni ad una visita urologica con ecografia prostatica soprattutto nei quando c’è familiarità. importante agire anche sulla prevenzione primaria con comporatmenti virtuosi quale disassuefazione al fumo di tabacco, attenzione all’esposizione lavorativa a sostanze cancerogene, corretta alimentazione e regolare attività fisica. Se i numeri dei decessi per Covidsono allarmanti è necessario, nonostante l’emergenza sanitaria, diffondere speranza e stimolare la popolazione ad adottare corretti stili di vita e invitarla a sottoporsi ai controlli di screening istituzionali previsti dalle linee guida. —
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