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Il rapporto Sogesid: numerose le aree ancora contaminate
MASSA-CARRARA
«La Zona industriale apuana (Zia) ricopre un territorio di 820 ettari posto a meno di 2 Km dal mare che, dal 1939 ad oggi, ha visto avvicendarsi i principali gruppi industriali pubblici e privati nel settore chimico, siderurgico, meccanico e metalmeccanico ed è attualmente caratterizzata dalla presenza di oltre 600 piccole e medie imprese, operanti in diversi settori”. Lo ricorda lo studio di Sogesid Spa, società del ministero dell’Ambiente, sulla falda Sin/Sir apuana, che, oltre a riportare i risultati delle ultime due campagne idrochimiche effettuate tra 2018 e 2019, sia in fase di magra che di morbida, traccia un breve excursus storico sulla zona da bonificare. “I primi stabilimenti industriali della Zia -si legge nel documento- incominciarono ad essere costruiti nel corso dell’anno 1938. Le prime produzioni di tipo industriale risalgono invece agli inizi del 1939 e già nel settembre del 1943 gli stabilimenti attivi erano 44 con un numero di addetti complessivo pari a 7.902 unità”. Il primo stabilimento fu quello della Magneti Marelli, inaugurato il 21 aprile 1939 a Massa, lungo l’Aurelia. La Sogesid ripercorre poi i gravi incidenti avvenuti negli anni ’80 alla Rumianca e alla Farmoplant, che portarono alla chiusura del polo chimico, sottolineando la mancata bonifica della zona industriale. “All’interno della Zia, -scrive la società- ricadono numerose aree attualmente ancora contaminate per i passati cicli produttivi, alcuni dei quali, come visto, sono stati avviati 80 anni fa”. Viene poi ricordata l’istituzione del Sin apuano nel 1998 ed il successivo passaggio di gran parte di esso sotto la competenza regionale, decretato nel 2003 con la creazione del Sir. “Il Sito di bonifica di interesse nazionale (Sin) di Massa e Carrara -ricorda Sogesid- stato individuato con Legge n. 426 del 09/12/1998, che individuava 15 siti ad alto rischio ambientale. Il sito attuale comprende solo 4 aree a terra (ex Ferroleghe, Syndial Spa, ex Farmoplant e Solvay Chimica Italia SpA) per circa 116 ettari e costituisce attualmente uno dei 41 Sin di competenza statale".
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