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Gli Alpini apuani in azione a Bergamo

MARCO LANDINI
Gli Alpini apuani in azione a Bergamo

Conclusa la missione all’ospedale da campo anti Covid allestito a tempo di record nella zona più colpita dal virus

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FIVIZZANO.

Ancora un’encomiabile opera di solidarietà per il gruppo Alpini apuano è stata svolta presso l’ospedale da campo allestito dall’Ana (Associaizone nazionale alpini) nei giorni più tremendi della prima ondata di Covid, a Bergamo, ossia nella zona più colpita dal virus.

«“ Esse quam videri “. Essere più che sembrare. Prendo a prestito queste parole di Cicerone- commental’alpino Pier Giorgio Belloni, da sempre uomo della solidarietà, appena rientrato da Bergamo – perché rendono al meglio l’idea di cosa sia l’Associazione nazionale alpini alla quale sono iscritti migliaia di alpini volontari pronti a portare aiuto là dove c’è bisogno. In Italia e nel mondo». Nell’ospedale da campo delle Penne nere, dove sono ospitati malati Covid provenienti da tutta la Lombardia, assieme a Belloni erano presenti Sauro Lambruschi, responsabile della protezione civile alpini di Massa Carrara e capo campo, e il figlio Marco, capo della segreteria gestionale dello stesso campo,che hanno gestito l’intero lavoro dei volontari con grande impegno e professionalità.

L’ospedale Ana di Bergamo è stato aperto lo scorso 2 aprile in piena emergenza Covid, quando la pandemia era esplosa e proprio nel Bergamasco si registrava una vera e propria strage di persone colpite dal coronavirus. Progettato dagli Alpini e costruito insieme ai bergamaschi, artigiani e lavoratori meravigliosi, con squadre che hanno lavorato 24 ore su 24, ininterrottamente,strabiliando il mondo intero per la velocità della realizzazione dell’opera: 7 giorni. «Roba da Alpini – commenta ancoraBelloni – i medici e gli infermieri che operano nell’ospedale da campop sono tutti volontari, il direttore logistico dell’ospedale è il generale in pensione Antonio Tonarelli, di Massa. Un uomo di una gentilezza squisita e di una operatività stupefacente. Appena arrivati ci ha detto: “ Qui regole ferree: mascherina, distanziamento, divieto di assembramento,e poi tanto lavoro per tutti”. Coorinato dal generale Tonarelli, il formidabile Gruppo della segreteria operativa, della direzione sanitaria, medici e infermieri che sono veri e propri angeli. I turni dei volontari sono di 7 giorni, da sabato a sabato, con 24 volontari che si occupano di tutta la logistica e lavorano su tre turni. Una grande organizzazione, dove niente è lasciato al caso». I volontari impegnati in questo turno – prosegue Belloni- provenivano da Massa Carrara, con il capo campo e il segretario, di Firenze, Terni, Vicenza,e dell’Abruzzo. A noi hanno dato il cambio piemontesi e lombardi». Insomma, una grande esperienza: «Ricordo le parole di un alpino bergamasco che ha detto: “Gli Alpini hanno riportato la speranza ,come segno di vicinanza a chi sta soffrendo,come augurio per una pronta guarigione e perché questo difficile momento passi presto senza ulteriori perdite di vite”. E così – conclude – si fa quello che si deve fare, come ci hanno insegnato quando ci hanno dato il nostro cappello! Come ci ha detto il generale Tonarelli: “ I valori alpini si vivono e si insegnano agli altri con l’esempio”». —

MARCO LANDINI



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