Il Tirreno

«E ora rivedere il sistema degli affidi»

R.M.
«E ora rivedere il sistema degli affidi»

Il coordinamento di Azione annuncia: ci attiveremo per la riforma dei servizi sociali e dei tribunali dei minori

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Massa-Carrara

In una nota, il coordinamento provinciale di Azione, interviene «non tanto sull’aspetto giudiziario (tutti sono innocenti fino a prova contraria) per il quale spetta agli inquirenti e alla magistratura fare luce, ma sull’aspetto della gestione delle politiche sociali».

«Quello che ci preme - si fa notare - è il grande problema dell’affido dei minori e dei soggetti deboli e fragili che necessitano del sostegno e dell’aiuto dei Servizi Sociali. Dalle storie che vengono riportare dai giornali locali, emerge un quadro buio, tetro, in cui persone, e soprattutto minori, che avevano bisogno di protezione, si sarebbero trovati a vivere in situazioni di ulteriore disagio fisico (cibo scarso e scadente) e psichico (minacce, imposizioni, restrizioni). Se ci sono stati dei reati penali, come detto, spetta agli inquirenti, constatarne la responsabilità. Ma, al di là delle responsabilità penali da accertare, esistono quelle “politiche e morali”, di cui tutta la comunità apuana e lunigianese non può esimersi dal farne i conti».

E si aggiunge: «Infatti, la prima domanda che ci poniamo, e poniamo a Sindaci delle città in cui sono collocate le case famiglia della Serinper è: “Oggi come stanno quelle mamme e quei minori? Chi si prende cura di loro, visto che sia il management della Cooperativa che i dirigenti di Asl e del Comune di Massa sono agli arresti domiciliari? Cosa si sta facendo per ridurre il disagio degli ospiti di quelle strutture? Sono previste ricollocazioni in strutture idonee e sicure dei minori e dei soggetti fragili? Possibile che solo chi viveva vicino ad alcune case si sia accorto del disagio? Possibile che nulla fosse giunto alle orecchie di chi amministra i territori? Possibile che i singoli assistenti sociali che avevano in carico i singoli bambini o nuclei parentali non si siano resi conto di niente? Quali monitoraggi sono stati fatti per definire i progressi e la condizione psicologica dei piccoli ospiti?».

«Il secondo aspetto, quello “politico”, riguarda il sistema degli affidi. Se è evidente, come pare dalle indagini, che chi doveva fare i controlli non li ha fatti, è evidente altresì che il sistema non ha funzionato dalla “testa”. Un sistema che mette nelle mani di una singola persona, nel caso specifico il responsabile dei servizi sociali, o, addirittura, del singolo assistente sociale, la decisione a chi affidare il soggetto che vi si rivolge. La politica deve intervenire affinché nemmeno un sospetto si possa avanzare sulla qualità delle strutture e dei servizi in cui vengono alloggiate persone fragili che vivono situazioni di disagio. Come Azione ci attiveremo, a livello nazionale per una riforma dei servizi sociali e dei tribunali dei minori, nonché delle norme sull'affido, mentre a livello locale, fin da subito, finché è necessario, proporremo di passare ad un sistema di presa di decisione collegiale e fare in modo che, chi si occupa dei controlli, non lo faccia sempre e solo sulla stessa struttura magari presente sul proprio territorio. Chiediamo, infine, ai sindaci di tutta la Provincia di relazionare, nel primo Consiglio Comunale, sulla situazione dei servizi sociali e delle case famiglia e/o strutture di accoglienza per soggetti in difficoltà, al fine di monitorare e verificare che non esitano altri casi simili», si conclude il documento di Azione.

R.M.

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