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Niente zona gialla, esplode la rabbia delle associazioni

Niente zona gialla, esplode la rabbia delle associazioni

Confcommercio e Confesercenti contro Regione e Governo «Siamo allo stremo, qui servono azioni coraggiose»

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Massa-Carrara

Esprimono rabbia e delusione le associazioni dei commercianti. Tuona Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara, nell’apprendere la decisione del Governo di mantenere la Toscana fra le regioni classificate come “zona arancione” dal punto di vista del rischio di contagi covid. «Una autentica mazzata – afferma il presidente di Confcommercio Rodolfo Pasquini (e un documento dai toni analoghi lo ha inviato anche Giuseppe Pieretti, referente Massa-Carrara) – che negli ultimissimi giorni aveva iniziato a prendere forma, ma che fino all’ultimo momento abbiamo sperato non si tramutasse in realtà. Questa scellerata decisione causerà nuovi e devastanti effetti sulle nostre imprese, in primis naturalmente su quelle del settore dei pubblici esercizi che, come noto, in “zona arancione” possono effettuare solo servizio a domicilio e vendita da asporto, mentre in “zona gialla” avrebbero potuto riaprire almeno a pranzo. Una differenza enorme, in un momento come questo. Ma le ripercussioni ci saranno anche per gli altri settori commerciali, perché la prosecuzione della “zona arancione” porterà con sé anche un effetto psicologico nefasto sulle persone». «Da parte nostra – prosegue Pasquini – c’è grande rabbia nei confronti di un Governo che si dimostra ogni giorno sempre più inadeguato, ma anche verso un governatore come Eugenio Giani che in questa settimana ha illuso tutti dando quasi per certo il ritorno in “zona gialla”, salvo poi anche qua essere smentito dai fatti. Giani – insiste il presidente di Confcommercio – adesso ha l’obbligo di rimediare, con azioni forti e immediate. La situazione delle nostre imprese è disperata – termina Pasquini -: come diciamo dall’inizio della pandemia qua in ballo c’è la sopravvivenza di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro».

Durissimi i torni anche di Confesercenti. «Ancora una volta algoritmi e burocrazia decidono la vita delle imprese e delle loro famiglie. Mantenere in zona arancione la Toscana, con le restrizioni previste soprattutto per ristoratori e pubblici esercizi, è uno schiaffo intollerabile». Sottolinea il presidente di Confesercenti Toscana Nord Alessio Lucarotti dopo il rinvio di un’altra settimana del ritorno della Toscana in zona gialla. «Un ritardo che rischia di assestare il colpo finale a migliaia di aziende del settore ristorazione e somministrazione – incalza Lucarotti - che si è sempre adeguato alle necessità sanitarie adottando immediatamente tutti i protocolli richiesti. Leggiamo in questa immotivata scelta una punizione senza motivi, con la politica nazionale che risulta persino incapace di utilizzare i provvedimenti legislativi. Nella nostra regione i dati evidenziano una forte decrescita del numero dei contagi, così come la crescita del tracciamento e la realizzazione di nuove infrastrutture dedicate ai pazienti Covid per oltre 500 posti letto. Non avere il coraggio delle scelte pur avendone la possibilità, è un segnale di limitata capacità di governo». L’appello di Lucarotti è poi alla Regione per «la convocazione immediata di un tavolo di emergenza per capire cosa fare subito per queste imprese e per permettere loro di lavorare anche contro le volontà incomprensibili di numeri, codici, rapporti, algoritmi». La conclusione del presidente Confesercenti Toscana Nord: «Ai ristoratori, baristi, pizzaioli della Toscana diciamo che non molleremo di un centimetro per ottenere quanto spetta a chi ha sempre lavorato in totale sicurezza. Dietro ogni banco bar, dentro le cucine, ci sono famiglie, vite sogni passioni».

Interrogazione a Speranza

E il parlamentare di Italia Viva Cosimo Ferri osserva: «Tutti ci aspettavamo il cambio di colore, invece la Toscana rimane colore Arancione. E’ certamente una sconfitta per la Regione. Presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza per fare chiarezza e spiegare ai cittadini Toscani cosa stia succedendo. In Toscana sono stati commessi diversi errori. Non si comprende come una Regione che riporti un indice Rt inferiore a 1 rimanga arancione e sia quindi il fanalino di coda del Paese. Emergono serie carenze organizzative, si deve fare autocritica e chiediamo al Presidente Giani di “alzare la voce” di mostrarsi con il Governo più coraggioso. Si cambi passo, solo così si potrà cambiare colore», conclude il parlamentare di Italia Viva.

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