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Dipendente ai domiciliari, il Comune la sospende
Si tratta di una sospensione di ufficio prevista dalle norme Per tutto il periodo degli arresti la comunale non riceverà neanche lo stipendio
Massa
L’atto della dirigente competente Antonella Bugliani è di ieri e ieri è stato pubblicato in albo pretorio. Ha però valenza retroattiva perché Paola Giusti, responsabile dei servizi sociali e dell’area minori del Comune di Massa, risulta sospesa dallo scorso 7 dicembre.
La sospensione di ufficio è scattata a seguito della misura cautelare: la dipendente è infatti coinvolta nell’inchiesta sull’accoglienza e la gestione di centri per minori da parte della cooperativa Serinper ed è attualmente agli arresti domiciliari. A prevedere la sospensione di ufficio, si chiarisce anche nell’atto dirigenziale, è il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Regioni ed autonomie locali. Quel contratto sancisce, infatti, che “il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale- per citare testualmente - sia sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà personale”.
Insomma - per tradurre dal linguaggio tecnico-giuridico - Paola Giusti viene sospesa, a decorrere dal 7 dicembre e da quella stessa data non riceverà alcuna retribuzione dal Comune di Massa di cui è dipendente fin quando si protrarrà la misura cautelare. Nell’atto dirigenziale si sottolinea che il provvedimento di sospensione può essere immediatamente revocato nel caso la Procura comunichi la revoca o la rettifica della misura cautelare degli arresti domiciliari per la dipendente del comune di Massa. —
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