Il presidio
Fuga di infermieri e oss dalle Rsa verso gli ospedali
Massa-Carrara
Avviato ad inizio pandemia, il fenomeno della fuga di infermieri e oss dalle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) verso ospedali pubblici che garantiscono contratti più vantaggiosi e maggiori diritti per i lavoratori. Così in tutte le Rsa del territorio nazionale, si registra una difficoltà crescente a garantire l'assistenza e la copertura dei turni di lavoro. A denunciare la situazione è Alessio Menconi segretario organizzativo Fp Cgil Ms, che ci illustra tutte le criticità delle Rsa, dove si rischia la perdita totale di professionisti qualificati nella cura degli anziani. «Per anni ci hanno raccontato che il sistema pubblico non era in grado di offrire servizi adeguati e che la soluzione era investire nel privato. Si è cercato – afferma Alessio Menconi - mossi da interessi legati al profitto e non ai servizi, di additare i dipendenti pubblici come dei garantiti fannulloni e si sono prodotti tagli al servizio sanitario per 37 miliardi. La pandemia ci ha mostrato nella prima fase tutti i limiti di queste politiche sanitarie scellerate e ha messo a nudo l'inadeguatezza di parte della classe dirigente sanitaria. Le programmazioni necessarie ad affrontare la seconda fase non sono state fatte nel periodo estivo e oggi ci ritroviamo nelle condizioni tragiche che tutti conosciamo. Per quanto riguarda il privato, nel settore più colpito, quello delle Rsa ed è stato un massacro. Il numero dei decessi da Covid-19 nella nostra provincia riguarda prevalentemente persone che erano ricoverate nelle residenze. Le Rsa non erano preparate ad un evento simile, e anche in questo caso il pubblico è dovuto subentrare per garantire la salute degli anziani. Il sistema complessivo va rivisto, ben venga l'integrazione del privato, ma sotto il controllo del sistema pubblico». Tanti infermieri e oss stanno lasciando le Rsa per entrare nel sistema sanitario pubblicato. Perché questa fuga dal privato?«Da anni la Cgil denuncia il dumping contrattuale tra chi lavora nel pubblico e chi nel privato. E’ chiaro – spiega Menconi - che chi intravede la possibilità di andare a lavorare con un contratto che offre più garanzie, economiche e di diritto, cerca subito di coglierla. Non è pensabile che chi fa lo stesso lavoro sia pagato diversamente a seconda del contratto nazionale che applica il datore di lavoro». Come pensano le Rsa di rimediare a queste perdite di personale? «Sono le lavoratrici ed i lavoratori che con il proprio lavoro producono la ricchezza. Forse – continua Menconi - a questo punto i gestori privati capiranno l'importanza di offrire stipendi adeguati e concorrenziali, e comprenderanno anche che senza lavoratori l'impresa non può esistere. Oggi sappiamo che ci sono gestori della sanità privata che guadagnano cifre da capogiro, la soluzione è investire su un aumentodel costo del lavoro in controtendenza con quanto fatto finora. Qualcuno furbescamente continua ad operare sotto organico, con la scusa di non trovare personale sul mercato. La Cgil – conclude - auspica una riforma complessiva del servizio sanitario nazionale che veda il privato a supporto del pubblico e non il contrario».
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