Il Tirreno

FdI chiese di cambiare il sistema degli affidi

Manuela D’Angelo

La politica si interroga. Stefano Alberti (Pd): io ho sempre difeso i nostri servizi sociali, non so se ho preso una cantonata

3 MINUTI DI LETTURA





/ massa

Non sfugge in queste ore, dopo la diffusione della maxi inchiesta della magistratura sulla cooperativa Serinper (il suo arricchimento, i suoi presunti metodi e le sue “amicizie” trasversali) un certo silenzio, anche legittimo, da parte dei partiti coinvolti attraverso alcuni loro esponenti in una vicende su cui si sta ancora indagando.

Chi parla oggi è invece la deputata del Pd Martina Nardi che con Serinper dice di non aver "mai avuto a che fare, se non una volta, quando mi chiamarono gli abitanti di Caglieglia per aiutare alcune delle bambine ospiti di una loro casa di accoglienza”.

La Nardi conferma che “le bambine avevano fame e non vivevano in un luogo consono alle loro esigenze. Allora mi adoperai per capire la situazione e interessai della vicenda specifica l'allora prefetto di Massa Carrara e il dirigente del Comune di Massa Massimo Tognocchi. Sono sicura che dopo la mia segnalazione qualcosa cambiò, perché gli abitanti di Caglieglia che avevano praticamente adottato quelle famiglie disagiate, mi dissero che almeno adesso gli arrivava da mangiare”.

Della questione poi la Nardi non si è più occupata, perché non ce ne fu più motivo e le indagini, secondo i calcoli, partirono proprio qualche mese dopo, anche a seguito di denunce arrivate sia dalle ospiti delle strutture, sia da ex dipendenti. Va detto anche che, poco dopo l'elezione della nuova amministrazione di Francesco Persiani, il tema degli affidi all'interno del Comune di Massa tornò alla ribalta.

Due gli episodi “politici” da segnalare che alla luce della vicenda Serinper hanno un significato molto particolare: la richiesta del centro destra (di Fratelli d'Italia per essere precisi) di “cambiare il sistema degli affidi ed il monitoraggio delle strutture che prendevano in carico i bambini.

E, ancora, una Commissione del Sociale a cui parteciparono proprio i tre titolari della Serinper, Enrico Benassi, Alessio Zoppi e Tamara Pucciarelli con la responsabile del “centro affidi” Paola Giusti (oggi tutti e quattro ai domiciliari) in cui si discusse molto del “sistema” massese e durante il quale alcuni consiglieri chiesero la possibilità di visitare le strutture della cooperativa. Una richiesta caduta poi nel vuoto.

A difendere il sistema dei Servizi sociali del Comune di Massa c'era il consigliere del Pd Stefano Alberti che oggi dichiara: “Ammetto che ho sempre difeso i nostri Servizi sociali ed ero convinto fossero una eccellenza di questo Comune. Non so se ho preso una cantonata».

«La proposta di Fratelli d'Italia- continua Alberti- non è mai arrivata in Consiglio comunale. Forse sarebbe stata una occasione per discutere più approfonditamente della questione. Ricordo anche quella commissione con i componenti della Serinper- conclude- La Giusti fu molto esaustiva, loro erano impazienti di trovare più personale. L'unico punto rimasto in sospeso fu la richiesta di visitare le loro strutture. Una richiesta che - conclude Stefano Alberti- non si concretizzò mai”.

—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera