Il presidio
«A venti persone, mezzo chilo di minestrone surgelato...»
Una educatrice, uscita da Serinper tre mesi, racconta cosa succedeva in una delle strutture: «Non mangiavo per lasciarlo agli ospiti»
LUNIGIANA
Una vera e propria testimonianza choc. E’ quella di una educatrice che lavorava in una delle strutture che la cooperativa Serinper gestisce nelle Province di Massa-Carrara e Lucca.
E ora che ha trovato un altro lavoro, con un orario e una paga adeguati, gradisce tranquillità, quindi preferisce non rivelare la propria identità, dopo diversi anni alle dipendenze della cooperativa finita nell’occhio del ciclone giudiziario.
Se ne è venuta via circa tre mesi fa ed è stata protagonista di scene che nessuna persona dovrebbe vedere. A partire dalla seguente: «Ho assistito personalmente a pasti in cui veniva servita a una ventina di persone mezza busta di minestrone congelato da un chilo, quindi cinquecento grammi. Mi si stringeva talmente il cuore di fronte a scene come queste che non mangiavo per lasciarlo agli ospiti. E poi so di casi di utenti rimasti in struttura oltre il tempo necessario…».
Per quale motivo sono rimasti oltre il tempo necessario? Perché non c’erano altri utenti da inserire e questi dovevano coprirne il posto? Domande che ci poniamo assieme all’educatrice che ha deciso di rivelarci molto altro, ad esempio che «c’erano operatori che non potevano effettuare incontri protetti con i parenti degli utenti, non possedendo le competenze specifiche, ma lo facevano ugualmente, come anche le relazioni sui comportamenti di determinati utenti. Inoltre, quando si verificavano episodi di violenza fra gli utenti, spesso la dirigenza non prendeva provvedimenti, ma si limitava a rimproveri».
E poi c’è il discorso delle paghe: «Avevamo paghe più che inadeguate sia noi educatori, ai quali non venivano riconosciuti gli straordinari se non precedentemente approvati dalla dirigenza, che i custodi, che erano assicurati per 36/38 ore, ma in realtà lavoravano h24, con una paga di poco superiore ai mille euro».
Infine, un accenno dalla educatrice viene fatto alle modalità con cui veniva fatta la spesa: «Ho notizia che la dirigenza non ricaricava adeguatamente le carte prepagate per fare la spesa, perché i fondi erano insufficienti». Ricordiamo che, già nel 2019, fu anche il sindacato, la Fp Cgil, a entrare in polemica con Serinper. Sostenevano che la cooperativa era come un muro di gomma, impermeabile alla sindacalizzazione e al controllo. Parlando di procedure di assunzione "non proprio ortodosse".
Cgil mise in luce una delle modalità di assunzioni tipiche: «I candidati sono stati invitati a partecipare ad una formazione gratuita a proprie spese, di tre settimane, dopo le quali la Coop avrebbe scelto chi assumere e chi no».
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