Il Tirreno

Ecco gli altri 16 finiti nell’inchiesta 

Petracci: «Sono tranquillo» Indagata l’assessora Podestà

Libero Red Dolce

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montignoso

«Sono un avvocato, sono abituato a queste cose. Ho massima fiducia nella giustizia e sono sicuro che tutto si risolverà». Con una dichiarazione di prammatica, da conoscitore degli ambienti giudiziari, il consigliere comunale Marino Petracci fa sfoggio di serenità. Indagato con l’accusa di aver favorito il terzetto che gestisce Serinper a ottenere una serie di autorizzazioni che si erano incagliate. Il prezzo, per la procura, sarebbe stato l’assunzione della moglie da parte della cooperativa.

Questo episodio specifico però Petracci non lo raccoglie, per così dire. «Non so, a me non è stato notificato nulla. Io ho massima fiducia, che facciano tutte le indagini che devono, io non ho nulla da nascondere. Le accuse che mi muovono le ho lette sulle edizioni online dei giornali».

Per la procura Petracci fece indebite pressioni su Nadia Bellè, responsabile dei servizi sociali del Comune di Montignoso, “in riferimento alla concessione dell’accreditamento per la struttura Serinper di Via Traversa”. «Non so neanche se siano quelle o meno, non so rispondere. Non so bene quali siano queste pressioni che mi hanno fatto. Sono a disposizione per chiarire tutto», ribadisce in merito a questa accusa il consigliere.



Oltre alle otto persone ai domiciliari, 16 indagati nell’indagine. Si tratta di Laura Biancolini, di Pietrasanta residente a Massa, Paola Chiti, di Massa, Jyothi Giovannini, nato a Solur e residente ad Albiano Magra, Matteo Ricci, nato a Seravezza residente a Massa, Paola Giusti, di Massa, Giorgia Podestà, assessore di Montignoso, Stefano Benedetti di Massa, Massimo Lippi, di Viareggio residente a Massa, Eleonora De Fazio di Viareggio, residente a Massa, Silva Consuelo Ricci, di Massa, Gianluca Vannucci, di Massa, Ilaria Meloni, di Carrara, Silvia Ratti di La Spezia, residente a Carrara. —

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