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«Ripartiamo, la gente ha voglia di normalità»

Alessandra Poggi
«Ripartiamo, la gente ha voglia di normalità»

Stefania Cautadella :maxi liquidazione e poi chiuderò  per sempre. Lucia Fiori: le perdite sono state pesanti

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Tra rabbia e voglia di recuperare riaprono tutti i negozi. E c’è anche chi riapre per una maxi liquidazione in vista di una chiusura che sarà per sempre. Come Stefania Cataudella del negozio di abbigliamento Stefy di via Giovan Pietro ad Avenza: «con il nuovo anno – dice – chiuderò per sempre la mia attività, aperta due anni fa. Prima del Covid vendevo, ma dopo il Covid e con il ponte di via Menconi chiuso la situazione è precipitata. Il ponte per noi commercianti è stato una mazzata. Faccio una maxi liquidazione con tutto al cinquanta per cento e arrivederci. Non posso andare avanti con il pensiero di pagare l’affitto, l’Inps e tutto il resto facendo i salti mortali. Troppi mesi di chiusura e nessun guadagno, salvo il salvabile». E di riduzione di incassi per chiusura forzata e chiusura del ponte riferisce anche Tiziana Giannarelli del negozio “Calzature Tiziana” di via Toniolo: «noi commercianti siamo stati doppiamente penalizzati – dice – oltre alla chiusura imposta dal decreto con la chiusura del ponte abbiamo visto dimezzare gli incassi. Adesso che abbiamo riaperto gli orari saranno molto flessibili. Se qualcuno mi chiama e dice che viene alle 13, 30 perché prima non può va benissimo, o se mi chiamano e mi dicono Tiziana aspettami non c’è problema. Facciamo anche consegna a domicilio ma in negozi piccoli come il mio non ci sono problemi di assembramento. E poi le persone ormai sono abituate, entrano al massimo in due e non hanno problemi a fare la fila. Sicuramente qualche cliente l’avrò perso, grandi colossi come Amazon potevano vendere al nostro posto. Mi auguro che quelli fidelizzati tornino». Si dice arrabbiata Arianna Francini del negozio Francini del centro commerciale La Prada: «Sono arrabbiata perché un lockdown totale avrebbe avuto un senso, così non c’è. Noi ripartiamo positivi nella speranza di riuscirci a risollevare. Speriamo di riuscire a recuperare almeno in parte la perdita dovuta alla chiusura. Abbiamo cercato di limitare i danni aprendo un sito di vendita online, che continueremo ad usare. Alla riapertura abbiamo visto che la gente ha voglia di vanitàdi un ritorno alla normalità. Ripartiamo con una buona scontistica perché in questo periodo si vogliono fare dei pensierini spendendo il giusto». Di chiusura drammatica parla Lucia Fiori dell’oreficeria Fiori di via 7 Luglio: “per il nostro settore la chiusura di novembre è stata drammatica – dice – perché è il mese in cui le persone vengono a vedere, a mettere da parte. Riparto agguerrita e con un vastissimo assortimento, con merce da dieci euro in su. Sarà un Natale triste, ma fare il pensierino fa piacere a tutti. Punto sulla linea della Carrarese, c’è anche il nuovo portachiavi che si può incidere e personalizzare. Sicuramente la chiusura ha creato problemi al settore dell’abbigliamento e delle calzature, perché le persone potevano comprare online. L’oreficeria è diversa, il cliente viene e vuole un consiglio, vuole vedere cosa acquista».

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