Italia
Marimuni, Ferri e Paita chiedono assunzioni a La Spezia e Aulla
AULLA
Come abbiamo anticipato ieri sul Tirreno, tira una brutta aria sul futuro dello stabilimento militare Cima (Centro interforze munizionamento avanzato) di quartiere Gobetti di Aulla, che tutti conoscono come Marimuni e che dà lavoro a tanti lunigianesi.
È allarme, infatti, sui livelli occupazionali del personale civile in forza allo stabilimento militare, che potrebbero passare dalle attuali 154 persone al lavoro a soltanto 98 il prossimo anno. E sulla delicatissima questione hanno presentato un emendamento comune i parlamentari Cosimo Maria Ferri e Raffaella Paita di Italia Viva. Un emendamento che verrà discusso nella legge di bilancio a Roma, con il quale Ferri e Paita puntano, dopo il comma 19 dell’articolo 159 della legge di bilancio, a fare inserire le seguenti misure a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione dell’arsenale militare di La Spezia e degli enti e centri tecnici dell’area spezzina, incluso il Centro interforze di munizionamento avanzato di Aulla: “Il Ministero della Difesa, per le esigenze di funzionalità dell’arsenale militare di La Spezia e degli enti e centri tecnici dell’area spezzina, incluso il Cima di Aulla, è autorizzato ad assumere, con contratto di lavoro a tempo indeterminato e permanenza nella sede di almeno cinque anni, un contingente complessivo di 263 unità di personale non dirigenziale, con un profilo tecnico mediante corso-concorso selettivo speciale bandito dal Centro di formazione della difesa, secondo modalità disciplinate con decreto del ministro della difesa di concerto con il ministro per la pubblica amministrazione”.
Quindi, un emendamento che punta a fare assumere ben 263 persone, anche se da distribuire sull’arsenale militare spezzino, su enti e centri tecnici della costa ligure e sul Cimadi Aulla.
Ricordiamo che l'allarme sul Cima è arrivato a seguito della visita che il presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti, vi ha effettuato insieme al prefetto Claudio Ventrice, durante la quale si è impegnato a convocare un tavolo istituzionale in merito alle criticità che stanno emergendo sul personale civile di questa azienda che assembla proiettili per le armi in dotazione alle nostre forze armate. —
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