Italia
«Alla sorgente del Cartaro inquinamento da marmettola»
Nicola Cavazzuti: «Valori 300 volte il consentito, proprio nel giorno in cui è stato approvato il nuovo regolamento del marmo»
MASSA
«Proprio mentre si approvava un Regolamento degli agri marmiferi senza che ci fosse stata la possibilità da parte delle associazioni ambientaliste di portare il proprio contributo in fase di discussione in commissione ambiente, la sorgente del Cartaro registrava, per l’ennesima volta, valori di inquinamento da marmettola 300 volte il livello consentito». Lo ha scritto su Facebook il Cai di Massa “Elso Biagi”, facendo riferimento ai dati pubblicati sul sito dell’Arpat riguardo alla torbidità del Frigido nelle ultime 24 ore. Il post, accompagnato da un grafico, è stato ripreso da Nicola Cavazzuti, già consigliere comunale di Rifondazione comunista ed ex presidente della commissione ambiente. «È curioso -commenta Cavazzuti- che l’ennesimo sforamento di marmettola nel Frigido, dovuto alla forte pioggia degli ultimi giorni, si sia verificato proprio durante l'approvazione in consiglio comunale del Regolamento degli agri marmiferi. Come a confermare che il testo, che la città attendeva da 92 anni, non risolverà i problemi legati all’impatto ambientale delle cave. Dei circa 80 emendamenti presentati dall’opposizione, -prosegue Cavazzuti- la maggioranza ne ha accolti solo un paio, che correggevano altrettanti vistosi errori sulle normative». L’ambientalista spiega che l’aumento di marmettola nel Frigido sarebbe iniziato verso le 18 di venerdì scorso, per poi arrivare al picco nella mattinata di ieri. «La concentrazione di marmettola nelle acque potabili -ricorda- deve essere inferiore a -1 ntu. In questo caso, gli sforamenti hanno raggiunto un valore oltre 300 volte superiore al limite stabilito dalla legge». La presenza di marmettola costituisce un serio problema per l’ambiente, dal momento che contiene olii, grassi e metalli. La sostanza, poi, oltre a contaminare le falde, uccide i microorganismi e può provocare il disseccamento delle sorgenti. L’elevato livello registrato in quest’ultimo sforamento conferma che nei piazzali ed ambiti di coltivazione sono ancora presenti abbondanti quantitativi di marmettola, che, per legge, essendo un rifiuto speciale, dovrebbe essere stoccata e conferita in apposite discariche. «Questo -precisa- Cavazzuti era già previsto dalla legge regionale n.78/1998 ed è stato ribadito anche dalla n. 35/2015».
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