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Scatta l’allarme occupazione al centro Marimuni di Aulla

Gianluca Uberti
Scatta l’allarme occupazione al centro Marimuni di Aulla

Blocco del turnover e tanti pensionamenti: il personale civile dello stabilimento di munizioni militari (oggi Cima) rischia di scendere presto da 154 a 98 unità

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AULLA

Tira una brutta aria sul futuro dello stabilimento militare Cima (Centro Interforze Munizionamento Avanzato) di quartiere Gobetti di Aulla, che tutti conoscono come Marimuni e che dà lavoro a tanti lunigianesi. È allarme, infatti, sui livelli occupazionali del personale civile in forza allo stabilimento militare, che, secondo la segretaria provinciale della Funzione Pubblica della Cgil, Patrizia Bernieri, “potrebbero passare dalle attuali 154 persone al lavoro, su un totale di 276 previste dalla pianta organica, a soltanto 98 il prossimo anno”. Un allarme che arriva a seguito della visita che il presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti, ha effettuato al Cima insieme al prefetto Claudio Ventrice, durante la quale si è impegnato a convocare un tavolo istituzionale in merito alle criticità che stanno emergendo sul personale civile di questa azienda che assembla proiettili per le armi in dotazione alle nostre forze armate.

«Lo stabilimento – dichiara Lorenzetti – rappresenta una realtà unica nel settore della difesa per la specificità delle infrastrutture, la preparazione del personale militare e civile, la produttività e la ricerca applicata all'industria. Una realtà importante dal punto di vista strategico a livello nazionale, ma anche dal punto di vista territoriale, rilevante per i livelli occupazionali che ha sempre garantito e, in particolar modo, per le ricadute sulla Lunigiana, offerte dai cospicui investimenti finanziari già attuati o pianificati. Di conseguenza, mi sono impegnato a convocare quanto prima un tavolo istituzionale con il prefetto, i deputati, il consigliere regionale e i sindaci della Lunigiana, in quanto sta emergendo un punto di criticità. Nell'arco di breve tempo si sta andando verso un pressoché totale pensionamento (e blocco del turnover) del personale civile, il che comporterebbe non soltanto la perdita di importanti figure professionali, ma il concreto rischio di mettere in discussione l'intera filiera produttiva e la piena funzionalità dello stabilimento».

Lorenzetti rivolge dunque un appello alla politica e alle istituzioni per arginare tempestivamente la situazione, aprendo un confronto con il ministero della Difesa «per giungere ad assunzioni mirate che possano garantire, anche negli anni a venire, risorse, investimenti e futuro al Cima».

L’iniziativa di Lorenzetti viene apprezzata da Patrizia Bernieri, la quale sottolinea che «la Cgil sta, da tempo, sollecitando le istituzioni locali affinché si possa interagire con i livelli nazionali, ovvero con il Ministero competente, in modo da salvaguardare la sussistenza del centro. Perché è evidente a tutti che non possono venire a mancare conoscenze tecniche indispensabili al suo funzionamento, rappresentate dai lavoratori, il cui depauperamento arrecherebbe un danno economico importante al territorio lunigianese».

Sulla questione interviene anche il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, in qualità di presidente dell’Unione di Comunidella Lunigiana:«Di recente ho rappresentato ai parlamentari del territorio le criticità di questo centro, che ha un’eccellenza professionale e ha dato tanti posti di lavoro. Pare che sia stato ottenuto uno sblocco del turnover, intanto per le manutenzioni, quindi con le prossime assunzioni di decine di lavoratori». —

Gianluca Uberti

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