Il Tirreno

la polemica delle feste 

Luminarie, è ancora scontro «Il Comune ci doveva pensare»

Luca Barbieri
Luminarie, è ancora scontro «Il Comune ci doveva pensare»

Il consigliere Andrea Vannucci: poteva essere un segnale quest’anno pagarle E il sindaco incontra la titolare del centro estetico che ha sollevato il caso

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CARRARA.  «Non raccontiamocela: nei milioni di euro approvati in consiglio si potevano aggiungere i soldi per le luci per i commercianti. Sarebbe stato un segnale».

Così il consigliere di minoranza Andrea Vannucci sulle luminarie di Natale che sono finite anche al centro della commissione commercio che, riunita virtualmente ieri, ha fatto il punto sull'illuminazione cittadina in vista del Natale, nelle ore successive all'aggiudicazione del bando (da 93 mila euro, alla genovese Verdina Luminarie). Dalla quercia di piazza Gramsci a una piazza Alberica con gli edifici illuminati anche quest'anno e con l'installazione di un Babbo Natale da 3 metri; poi la facciata del Duomo e il classico albero di Natale in piazza. E ancora: le luci sul teatro Animosi, alla Sala Garibaldi e a palazzo del Principe con installazioni pronte anche per il litorale e le principali piazze marinelle. L'obiettivo? Partire per disegnare a suon di luci e installazioni la città dall'Immacolata. In programma anche le illuminazioni a ingresso città – a San Ceccardo – e in piazza San Francesco con le scritte di benvenuto. «Non ci sono eventi, come ben sappiamo, la “ratio” è stata quella di dare continuità con le luci. Sarebbe stato bello implementare con quelle dei commercianti, per tutto il territorio, ma non sostenibile economicamente. Ragioniamo per il prossimo anno già da ora», spiega così la presidente di commissione Marzia Paita arrivando al nodo emerso nei giorni scorsi con l'appello dal mondo del commercio indirizzato al Municipio. L'opposizione però non ci sta e affida la replica a Vannucci: «Non raccontiamocela, si potevano trovare benissimo. Nell'ultimo consiglio sono finiti 9,5 milioni di euro di modifiche, bastava integrare...», incalza. E nei giorni scorsi, ricordiamo, il tema era rimbalzato al centro del dibattito, complice il periodo, ma anche per il botta-risposta tra palazzo civico e Veronica Frongia, la titolare del centro estetico “Bellezza di Marmo” di via VII Luglio che nelle scorse ore ha incontrato direttamente il sindaco Francesco De Pasquale. «Ho incontrato una giovane imprenditrice, arrabbiata per gli effetti della crisi innescata dalla pandemia, ma determinata a far sentire la propria voce per cambiare e migliorare la situazione, anche nella nostra città. Parlandole di persona ho compreso e raccolto il suo grido di allarme, ringraziandola per lo spirito con cui sta portando avanti la sua attività», commenta De Pasquale.

«Non volevo far polemica: ho voluto lanciare un grido di allarme sulla situazione del settore dell’estetica che è stato abbandonato a se stesso e penalizzato. In questa situazione, avendo aperto da appena un anno, mi sono trovata sola e ho pensato di rivolgermi al sindaco. Il punto non erano le luminarie, ma le difficoltà di chi, come me, si trova ad affrontare questa crisi senza punti di riferimento», racconta l'imprenditrice. «Con l’investimento sul centro storico e con la scelta di alcuni prodotti locali, Veronica sta andando in una direzione che noi stessi abbiamo auspicato e cerchiamo di sostenere. Per una serie di intoppi non sono riuscito a incontrala prima, e me ne scuso. Intanto riporterò le criticità del settore che mi ha riferito agli enti sovra ordinati, sperando che possano essere tenute in considerazione già nei provvedimenti che saranno presi nell’ambito del nuovo cambio di classificazione per la nostra Regione», rassicura il sindaco che poi fa il punto sulle strategie del Municipio sul fronte commercio: «La nostra priorità è stata aiutare le tante persone in difficoltà con i generi di prima necessità. Con l’approvazione della salvaguardia, lunedì, abbiamo stanziato poi ulteriori risorse a sostegno delle piccole attività locali», citando gli stanziamenti, di oltre mezzo milione di euro, destinati alla distribuzione di buoni spesa e contributi affitto alle famiglie in condizioni di povertà e al bando da 300 mila che uscirà per le micro-imprese. Sullo sfondo, anche il bando regionale Carrara Si-Cura con protagonisti i fondi sfitti del centro.

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