Il presidio
L’ingegnere della Provincia: l’argine non presenta criticità
La vicenda e la paradossale rassicurazione del 12 aprile 2014
carrara
Segherie e depositi di marmo trasformati in letti di fiume. Una causa civile che da parte delle aziende che insistono in via Argine destro partì immediatamente dopo l’alluvione con la richiesta di un accertamento tecnico preventivo (un perizia di 300 pagine) che venne consegnata nel novembre del 2016 al tribunale. Ci sono voluti altri quattro anni per arrivare alla sentenza.
Una sentenza (in sede civile9 in cui si legge a proposito del ruolo della Provincia.
«La Provincia di Massa Carrara già antecedentemente al novembre 2013, era a conoscenza della sussistenza di infiltrazioni nell’argine, ve ne è prova agli atti, a fronte delle comunicazioni inviate, sia dai Vigili del Fuoco, sia in particolare da Doganella graniti, fra il gennaio e il luglio 2013, ed in particolare vi è attestazione di ricezione delle stesse da parte dell’ing. Michela, funzionario della Provincia, quantomeno in data 31 maggio 2013. Peraltro, la Provincia aveva demandato alla ditta appaltatrice di porre tempestivo rimedio a tali infiltrazioni e, ancora in data 12 aprile 2014 l’ing. Michela comunicava alla Doganella graniti s.r.l. che l’argine “non risulta presentare criticità di tipo strutturale”».
«Tale minimizzazione dei rischi - continua la sentenza del tribunale di Torino - è addebitabile a colpa, così come vi è stata negligenza nel non aver informato la società assicuratrice al riguardo, all’atto della stipulazione della polizza. Si ritiene, tuttavia, che riguardo all’omessa informazione, tenuto conto anche dell’oggetto estremamente ampio della polizza de quo, sussistano al più solo gli estremi della colpa rilevante ex art. 1893 c.c. e non del dolo o della colpa grave ex art. 1892 c.c.». —
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