Il Tirreno

Imm Carrarafiere, scontro in consiglio in attesa dei soldi

Luca Barbieri
Imm Carrarafiere, scontro in consiglio in attesa dei soldi

Il dibattito sulla mancata approvazione del bilancio della partecipata. Vannucci: serve assolutamente chiarezza

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Carrara

«L'amministratore unico venga in commissione bilancio a fare il punto della situazione su Imm». In un consiglio comunale virtuale che si apre con il bilancio consolidato del 2019 di palazzo civico, Imm-CarraraFiere si prende la scena con l'invito in piazza II Giugno rivolto al 35enne commercialista fiorentino Francesco Amedoro. Tanti i numeri – spalmati tra il bilancio consolidato e quello di previsione, come scriviamo a parte – in poco più di un paio d'ore di seduta telematica con la partecipata di viale Galilei protagonista del botta-risposta giallo-rosso. Ma andiamo con ordine. È stato approvato con il “no” compatto dell'opposizione il bilancio consolidato del municipio del 2019, un «documento operativo dal 2016 per Carrara, con tutte le partecipate e l'azienda speciale inserite nell'area di consolidamento», spiega il vicesindaco con delega alle finanze Matteo Martinelli che parla di «risultato positivo» sul quale però frenano dai banchi telematici dell'opposizione. «La situazione rimane incerta: come per Imm che non ha un bilancio approvato dall'assemblea dei soci, ma solo dal consiglio d'amministrazione», incalza la consigliera Giuseppina Andreazzoli (Psi) che fa da apri-strada al valzer di interventi della minoranza. Prima Andrea Vannucci: «Su Imm si faccia chiarezza una volta per tutte, c'è un bilancio approvato dal cda, ma non dai soci e si parla di 2 milioni di euro di perdite, per il 2019, senza considerare lo scenario del Covid. Alla faccia del risanamento; tra i dati c'è la voce di 1,5 milioni di euro di crediti da esigere: da chi li vanta?», dice il consigliere di Carrara Democratica che chiuderà poi con un «non è una bella pagina...».

Poi si arriva al Pd con la capogruppo Roberta Crudeli che, con Cristiano Bottici, annuncia il bando, di cui abbiamo scritto nell'edizione di ieri, pronto entro fine anno da Firenze per garantire una «boccata di ossigeno alle fiere toscane, tra cui la nostra» per un paio di milioni di euro.

«L'impegno regionale preso dall'ex presidente Enrico Rossi in estate continua (i due soci principali, lo ricordiamo, sono il Comune e la Regione, rispettivamente con il 40,8 per cento e il 36,4 per cento, ndc); la situazione è difficile, ma la Regione sta facendo la sua parte con la nomina dell'amministratore unico e il sostegno al sistema fieristico; faccia lo stesso il Comune», dice la capogruppo democratica. «Il percorso regionale va avanti. Abbiamo avuto rassicurazione da Firenze per una boccata d'ossigeno per dicembre; da Roma, leggiamo invece, di 350 milioni di euro per il settore e speriamo che qualcosa arrivi a Imm, anche perché i numeri del 2020 saranno impietosi. Ora, dopo quasi 3 mesi, aspettiamo l'amministratore unico in commissione», auspica Bottici. La replica passa dal capogruppo pentastellato Daniele Del Nero e da Martinelli. «Il Comune ha fatto la sua parte accettando obtorto collo l'amministratore unico non della zona, come richiesto dalla Regione, ma quello che manca adesso è semmai un'altra promessa: la delibera di giunta dalla Regione con cui si sarebbero sistemati i conti, attendiamo fiduciosi...».

E nel frattempo arrivano i primi commenti sullo scenario anticipato ieri dal Tirreno, su un possibile futuro del complesso fieristico di Marina di Carrara suddiviso tra le consuete fiere e uno showroom marmoreo nei padiglioni. «Per le aziende più piccole potrebbe essere un'opportunità, ma non sia un'idea fine a se stessa o per un complesso che diventa immobiliare. Se pensiamo invece a uno stone-market, o spazio espositivo, a supporto della filiera, con uno showroom per i più piccoli con qualche pezzo pregiato dei “big”, allora può starci, ma sono necessari investimenti importanti, con un'organizzazione adeguata, a partire dal bus navetta all'aeroporto di Pisa come collegamento», il punto del presidente di Cna Paolo Bedini. «Come mia personale opinione da imprenditore dico che la maggior parte delle aziende del lapideo in possesso di una propria struttura ha una showroom dove espone i propri prodotti e quindi vedrei uno showroom collettivo all’interno di Imm come una seconda copia di quello che già esiste non con grandi prospettive di attrattiva e novità», quello che arriva dall'imprenditore carrarese del lapideo Erich Lucchetti.



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