Il Tirreno

Il tracciamento dei casi è il primo argine contro i decessi

Libero Red Dolce
Il tracciamento dei casi è il primo argine contro i decessi

I contatti rintracciati a Massa-Carrara da giorni sono regolarmente al 100%, ma non è sempre stato così. La responsabile: «Trovare e isolare taglia la catena dei contagi»

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MASSA. Avere presente il fastidio che si prova quando un pacco molto atteso, ordinato online, non arriva e risulta introvabile sul sito dello spedizioniere, può dare un’idea di quello che è il tracciamento nell’era Covid. Vorrà perdonarci per l’accostamento merceologico chi si occupa di quest’attività fondamentale, ma il problema è quello: decine, centinaia, migliaia di pacchetti-umani, possibili portatori di Covid, da scovare, rintracciare, organizzare e ricondurre a un database organizzato.

Test e tracciamento sono le cose sui cui puntare, ci ripetevano alle porte della seconda ondata. Bisogna dire che nelle scorse settimane il tracciamento, in provincia, ha faticato a raggiungere la perfezione. Perché la macchina sia efficiente occorre che la percentuale di casi tracciati sul totale dei positivi sia il più possibile vicina al 100%. Cosa che non è sempre stata, per quanto riguarda la zona Apuane-Lunigiana. Ancora attorno alla metà di novembre, si avevano percentuali superiori al 90 ma non “perfette”. Per fare un esempio il 23 novembre in Lunigiana furono tracciati il 72,7% dei casi segnalati.

Ora la situazione è cambiata. Da giorni si viaggia fissi sul 100%. La dottoressa Emanuela De Franco dirige la grande centrale di tracciamento dell’Usl Toscana Nord Ovest inaugurata il primo novembre e messa su a Carrara Fiere. Attualmente ci lavorano 94 operatori, “contact tracer”. Si tenga conto che più di metà dei casi positivi segnalati ogni giorno provengono dal lavoro del gruppo della dottoressa De Franco.

La svolta, ci spiega De Franco, l’ha data il lockdown. «Con la diminuzione dei contatti i numeri si sono molto ridotti, rispetto ai culmini delle settimane scorse. Abbiamo avuto anche 1100 casi nell’Usl Nord Ovest, oggi ci aggiriamo attorno ai 300 al giorno». E questo ha liberato delle energie.

Spiega ancora De Franco: « Ultimamente si sono implementate le attività: ora facciamo le operazioni direttamente sul Cup 2. Alle persone che vengono contattate possiamo dare l’appuntamento per il tampone di guarigione o per il tampone di conferma se sono con bassa carica virale. Questo perché è una positività che va confermata con un secondo tampone. Una certa parte del personale è stata abilitata a questa attività».Se si hanno presente i moltissimi casi di persone in attesa di un tampone per tornare alla vita normale, per uscire di casa o andare a lavoro si capisce quanto questo servizio sia importante.

De Franco spiega anche quanto può influire un tracciamento ben fatto sulla capacità reattiva del sistema sanitario e nella prevenzione dei morti. Un tema centrale nella provincia apuana che purtroppo ha una mortalità fuori scala rispetto al resto della provincia. «Il tracciamento conta molto. E tanto peso ha il rispetto dell’isolamento. Molto spesso ci sono persone isolate in casa con conviventi che ci dicono di avere il loro bagno e stanno chiusi in casa. L’utilizzo degli stessi ambienti è pericoloso. Il tracciamento è fondamentale per individuare subito i positivi e allontanarli dalle persone più a rischio. Si capisce dai numeri. I decessi per la maggior parte riguardano persone che hanno comorbidità o patologie importanti. A chi lavora con me dico sempre di offrire l’albergo sanitario. Questo perché se noi riusciamo a isolare la persona positiva, oltre a dare maggiore sicurezza ai conviventi, riusciamo a spezzare la catena di contagi. E fare in modo che i fragili restino protetti. E devo dire che troviamo disponibilità sugli alberghi sanitari da parte delle persone».


 

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