Il Tirreno

Tutti contro i fuochi a Marina: «fuori luogo»

Rifondazione chiede all’amministrazione di ritirarla. Il Pd: «Si trascura che attirano gente e c’è il rischio assembramenti»

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Sono proprio necessari i fuochi d’artificio di fine anno? Se lo stanno chiedendo in tanti, in virtù del loro costo e delle restrizioni per impedire la circolazione del Coronavirus.

Ad aprire il fuoco, verrebbe da dire, contro l’amministrazione è Rifondazione Comunista. «Ci aspettavamo che almeno il limite della vergogna potesse fermare le manie spettacolari di questa amministrazione. E invece neppure quello. Si decidono di spendere 22.500 euro per i fuochi di artificio del 31 dicembre. Ci chiediamo se sindaco e giunta vivano sulla luna e nella bambagia dei loro conto correnti ben alimentati dalle remunerazioni delle loro poltrone, oppure se facciano finta di non vedere quello che accade, delle condizioni gravi in cui il nostro territorio è sprofondato. La pandemia sta mettendo in ginocchio un sistema malato da tempo e le ricette finora adottate ad ogni livello non riescono a porre un argine al dilagante aumento di povertà. Il buon senso, ma soprattutto la capacità di politica di leggere la realtà, dovrebbe far riflettere su ogni azione che un'amministrazione mette in campo: autolodarsi per azioni che sono di ordinarie non è certo il modo di risolvere i problemi».

Rifondazione si rivolge all’amministrazione: « ritirate quella delibera di giunta e approntate una variazione di bilancio che sposti quella somma in un capitolo del sociale per sostenere le difficoltà di molti massesi, per permettere a qualcuno di poter guardare negli occhi i propri figli sapendo di poter garantire una vita dignitosa anche in questo momento difficile».

A questa voce dissenziente si assomma quella del Partido democratico di Massa. «La decisione della maggioranza di destra della città, appare inopportuna per almeno tre motivi. Spendere una cifra importante del bilancio comunale per una manifestazione di qualche minuto, cozza drammaticamente sulle condizioni dello stesso bilancio comunale, tale somma poteva e doveva essere destinata ad iniziative di solidarietà a favore delle tante famiglie che, a causa della pandemia, vivono situazioni di gravi difficoltà. La seconda questione riguarda l'opportunità di festeggiare cosa non si sa esattamente. Nel corso di questo anno e in questi stessi giorni, assistiamo alla perdita di tante donne e uomini che, a causa del Corona virus, lasciano i loro affetti. La terza questione riguarda il rispetto delle misure anti-covid. I fuochi attirano gente, creano assembramenti e scambi ravvicinati di saluti».

Da ultimo c’è la proposta di Daniele Tarantino, vice presidente nazionale di Confimprese. «Investiamo la somma in buoni per le famiglie bisognose, rendendoli spendibili nei negozi di Massa.Grazie ad un accordo di rete si potrebbe attivare questo circuito consentendo alle famiglie di spendere i buoni non solo nei negozi alimentari ma di qualsiasi genere. In questo modo potremmo ottenere un doppio risultato, importante per le festività natalizie: disponibilità per le famiglie che hanno necessità e ritorno economico per i negozi, gravemente colpiti dalla crisi in atto. Non ci sembra il momento adatto, considerando anche le limitazioni che il Governo indica per non creare né assembramenti né situazioni di pericolo. Ricordiamo che Massa Carrara, a livello regionale, è la provincia pià colpita per la mortalità da Covid 19». —

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