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Sanac, prorogata a gennaio la fideiussione
Ieri sciopero di un’ora degli operai davanti allo stabilimento. Del Vecchio (Cgil): «Si proceda in fretta all’acquisizione»
massa
Una telefonata della sottosegretaria Ministero dello sviluppo economico Alessandra Todde ai sindacalisti apuani. E c’è una piccola buona notizia: la fideiussione di Arcelor Mittal per Sanac è prorogata fino al prossimo 31 gennaio. Una buona novità che però significa ancora incertezza e attesa per il futuro dei lavoratori di Sanac.
«È di questi giorni la notizia che proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) lo Stato entrerà nella proprietà di Ilva. Lo farà attraverso Invitalia che acquisirà il 50%», spiega il sindacalista della Filctem Cgil Nicola Del Vecchio.
Che continua: «Noi chiaramente continuiamo a chiedere che il destino di Sanac rimanga legato a quello di Ilva, come diciamo da tempo. Adesso a maggior ragione con lo Stato che entra dentro lo stabilimento di Taranto. Il futuro di questa azienda dipende anche dal legame che si è voluto creare con gli anni in maniera diretta con Taranto. E dunque vengano date delle rassicurazioni anche per Sanac».
Ieri mattina, a sostegno della vertenza, i lavoratori per l’ennesima volta si sono fermati con un’ora di sciopero di fronte allo stabilimento. Il primo turno e spezzato si sono fermati dalle 10.30 alle 11.30, mentre il secondo e il terzo turno hanno fermato il lavoro per l’ultima ora di ogni turno. Gli operai hanno partecipato in modo convinto alla protesta.
«Riguardo alla fideiussione - continua Del Vecchio, che ieri mattina era insieme agli operai di fronte allo stabilimento - noi avremmo preferito la convocazione di un tavolo ufficiale. Era quella la sede dove cercavamo e cerchiamo risposte. E dunque torniamo a chiederlo: il Mise s’impegni a fissare una data per discutere della questione Sanac, che non può essere dimenticata o trattata sottotraccia».
I sindacati insomma preferiscono una veste istituzionale, anche sulla base degli impegni presi dal ministero nell’ultimo incontro che c’è stata. «Anche la decisione sull’ingresso di Invitalia è avvenuta senza il coinvolgimento del sindacato anche a livello nazionale», si rammarica Del Vecchio. «È una situazione che ci indebolisce, noi chiediamo che si rimanga ancorati come Sanac ai destini di Ex Ilva. L’incontro che vogliamo serve a tenere ben presente la questione dell’azienda nelle scelte future».
Qualcosa si è mosso invece per quanto riguarda il lavoro all’interno dello stabilimento massese. Sono aumentati i carichi di lavoro, dovuti a una riprese degli ordini che ha dato una boccata d’ossigeno ai lavoratori. Producendo come effetto anche una diminuzione delle ore di cassa integrazione alle quali bisogna fare ricorso.
«Sono arrivati degli ordinativi, sia da Taranto che da altre aziende. E questa è una cosa di per sé positiva, seppure legata all’immediato. Si va avanti con un orizzonte di due settimane in due settimane. È evidente che se non viene conclusa l’acquisizione di Sanac le prospettive sono molto risicate. C’è da concludere quanto prima la procedura di acquisizione, e ribadiamo a maggior ragione ora che lo Stato entra dentro l’ex Ilva». —
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