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Massa, la scomparsa di Marcello Zuinisi paladino dei Rom
Aveva 52 anni, il ricordo di Pierpaolo Marchi
Massa
È deceduto a 52 anniMarcello Zuinisi (foto), rappresentante legale dell’Associazione Nazione Rom (che ha sede a Massa). Fiorentino di nascita, abitava a Marina di Massa; come ricorda l’agenzia Pressenza, era attivo anche nell’Unione Internazionale Romanì, «in questi anni è sempre stato in prima linea contro il razzismo istituzionale, l’anti-zingarismo, la romanofobia, la segregazione razziale delle popolazioni Romanì in Italia e gli sgomberi dei campi nomadi».
Scrive Pierpaolo Marchi: «Riposa in pace, Marcello! Ho sempre apprezzato la tua tenacia e il tuo rigore. Resterai vivo nei miei ricordi e il tuo viso si affaccerà sempre a gridare contro le ingiustizie e le diseguaglianze!».
Proprio questo era il suo impegno: campagne legali e giuridiche in difesa dei diritti umani e sociali delle popolazioni Rom in Italia. Carattere «combattivo, anti-diplomatico e sempre sul pezzo, capace di indignarsi ogni volta delle ingiustizie con lo stesso fervore», sottolinea ancora Pressenza.
Anche a Massa-Carrara aveva fatto varie battaglie, è del 2013 lo sciopero della fame dopo lo sfratto subito dall’Associazione Nazione Rom. «Uno sfratto illegittimo contestato nel merito e nel metodo in sede di Tribunale civile e penale», spiegava ai cronisti. E raccontava al Tirreno: «Sono fortemente preoccupato per l’attività dell’associazione e in particolare dell’archivio dell’associazione affidato in custodia proprio al proprietario dell’immobile con il quale siamo in causa. Un affidamento da me contestato. Ci sono venticinque scatoloni di documenti inerente la vita di 10.000 cittadini e cittadine di etnia Rom. L’Associazione Nazione Rom nasce in Toscana ed è attualmente presente in buona parte dell’intera Italia: Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Lazio, Sardegna, Campania, Umbria, svolgendo un preziosissimo lavoro di protezione giuridica, sociale e sanitaria della popolazione più discriminata in Italia», sottolineava ancora. Pressenza fa notare inoltre che «Da sempre si è battuto contro il fenomeno dell’etnicizzazione del reato, cifra caratteristica dei media mainstream nella cronaca nera, in grado di far passare con una connotazione più forte un omicidio e un reato quando vengono commesso da “rom”».
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