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Manto erboso e castagni, le due ferite del Parco Fiera
TRESANA
Doppia interrogazione per il gruppo consiliare di minoranza composto da Valeria Vasoli, Amedea Cinquanta e Diego Bianchi, che chiedono delucidazioni all’amministrazione tresanese su due punti: il declassamento dell’agenzia di Barbarasco di Credit Agricole ed il Parco Fiera. Per quanto concerne il primo argomento la preoccupazione della minoranza è indirizzata alla possibile riduzione dei servizi nei confronti dei cittadini, costretti ad andare in un altro comune per espletare prassi bancarie: “I piccoli Comuni continuano a vivere una condizione difficile sotto diversi aspetti: spopolamento, carenza di servizi, disoccupazione, invecchiamento, degrado ambientale. Una questione particolarmente delicata per queste realtà territoriali riguarda le banche e le poste, le cui filiali spesso chiudono lasciando sguarniti i centri abitati. – scrivono i consiglieri dem - In questo contesto di criticità, le scelte aziendali che sta attuando Credit Agricole, in una politica di razionalizzazione degli sportelli bancari sul territorio, hanno interessato anche la storica agenzia di Barbarasco. Sorta all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso, la banca ha rappresentato un punto di riferimento per tutti i cittadini residenti e per le piccole medie imprese, ma anche per i tanti residenti all’estero che trascorrevano l’estate in Lunigiana. Ora questa banca, è stata declassata, ridotta ad un guscio vuoto, quale succursale dell’Agenzia di Aulla e chissà forse in un prossimo futuro, nelle scelte legittime di un sistema privato che liberamente sceglie le proprie strategie, potrebbe essere chiusa” denuncia la minoranza chiedendo direttamente al sindaco “quali azioni abbia intrapreso per evitare il declassamento e se ha interessato Credit Agricole su questa scelta dettata da un puro interesse economico. Se si incominciano a perdere i servizi più importanti, come potrà la politica garantire un futuro anche ai nostri giovani e tutelare questi borghi dallo spopolamento già in atto e di quanto ne deriva?”.
Infine fari puntati sulla zona verde di Barbarasco: “Il Parco Fiera da molti anni soffre di un degrado lento e costante costituito dalla morte dei nostri meravigliosi castagni. Davanti ai nostri occhi seccano ogni anno due-tre piante, il manto erboso è un ricordo lontano. L’amministrazione è intervenuta con una cifra di ben 20mila euro per l’acquisto di 9 panchine in legno, per la sistemazione della siepe sulla strada e per la piantumazione di 9 castagni, 6 seccati quasi subito dopo averli piantati. Ora sono in corso lavori per la sistemazione della struttura, lavori necessari sicuramente, per un importo di ben 63.725 euro. Chiediamo all’assessore all’ambiente, dopo aver speso un totale 83.725 euro, quale risultato sarà raggiunto per risolvere il problema più urgente e più importante che riguarda il Parco, ossia salvare le piante in essere e piantarne molte altre?”. —
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