Il Tirreno

Caso carabinieri, parla aldo giubilaro 

«Fiorentino assolto in Appello per prescrizione non per innocenza provata»

«Fiorentino assolto in Appello per prescrizione non per innocenza provata»

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lunigiana

Sull’assoluzione in appello dell’ex brigadiere Alessandro Fiorentino interviene con una nota l’ex procuratore Aldo Giubilaro. Precisa che per l’aggressione al cittadino straniero El Khir Laorch e le lesioni procurate allo stesso Fiorentino in primo grado è stato riconosciuto colpevole e condannato.

L’assoluzione in Appello, prosegue, non è stata pronunciata per essere stata accertata l’insussistenza del reato o la sua non commissione da parte del brigadiere, ma solo ed esclusivamente per prescrizione, in conseguenza cioè del solo decorso di anni sette e mesi sei dalla commissione del reato. La prescrizione «è stata espressamente chiesta, anzi, dal difensore dello stesso ex brigadiere nonostante il giudice dovesse applicarla d’ufficio, evidentemente per il timore che questi procedesse a valutare la sua condotta e ne ribadisse la illiceità».

«Di conseguenza - afferma - non risponde al vero ed è supposizione che non ha la benché minima ragion d’essere che l’assoluzione di Fiorentino dimostri la correttezza del suo operato o che la più ampia indagine sui Carabinieri della Lunigiana sia priva di fondamento, laddove la consapevole non rinuncia alla prescrizione ed il timore di essere giudicato dimostrano, anzi, proprio “per bocca” dell’ex brigadiere Fiorentino esattamente il contrario»

«Sulla base dei dati di fatto appena esposti esprimo - conclude Giubilaro - la più forte riprovazione nei confronti di chi dà alla stampa notizie che lasciano tendenziosamente credere come veri fatti in realtà radicalmente falsi».Interviene l’avvocato Giampaolo Carabelli, legale di Fiorentino. «Quelle dell'ex procuratore sono opinioni personali che non commento. Vorrei precisare che non ho mai parlato di assoluzione, se lo ha fatto la stampa io non ne sono responsabile, bensì di un proscioglimento. È vero inoltre che il reato è caduto in prescrizione e che, come diritto dell'imputato, non abbiamo rinunciato alla prescrizione. In primo grado la condanna non è stata piena, ma per uno dei reati di cui era accusato fu assolto e la procura non ha impugnato il provvedimento. In appello minacce e lesioni sono cadute in prescrizione.»

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