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lo scontro

Anche Cosimo Ferri va contro l’Asl: via il reparto Covid da Pontremoli

Riccardo Sordi
Anche Cosimo Ferri va contro l’Asl: via il reparto Covid da Pontremoli

Il deputato di Italia Viva in sintonia con il fratello di Forza Italia: “Situazione preoccupante, troppi contagi, bisogna chiudere”

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PONTREMOLI. Un Ferri tira l’altro e tutti e due attaccano l’Asl. Dopo la denuncia di Jacopo Ferri, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale (Forza Italia), che ha anche parlato di “trenta contagiati all’interno dell’ospedale di Pontremoli”, ecco il fratello Cosimo Ferri, deputato di Italia Viva” a contestare la sanità regionale sulla trasformazione del reparto Medicina dell’ospedale di Pontremoli in un reparto per malati Covid

«La direttrice dell’Asl Letizia Casani ora spieghi ai cittadini e si assuma le responsabilità di decisioni sbagliate e che mettono in pericolo la salute di operatori e pazienti, tuona il deputato renziano. «È stato un errore inserire un reparto Covid in una struttura non adatta, non predisposta attentamente e in cui non sono stati fatti investimenti. In tanti lo avevamo detto e previsto».

Ferri chiede, l’intervento dell’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini, «per verificare direttamente cosa sta succedendo. Si sono creati focolai per pazienti e personale». Il deputato replica anche all’obiezione che “tutti devono collaborare, ciascuno deve fare la propria parte nell’emergenza”: «Giustissimo. Ma va fatto con responsabilità e nell’interesse dei cittadini e di un servizio sanità che funzioni. Perché durante la prima ondata, l’Asl ha tenuto Pontremoli e Fivizzano ospedali No Covid con un ruolo di supporto e di aiuto per il Noa nella gestione delle altre patologie? Perché questo cambiamento non è stato preparato con investimenti?». La risposta, secondo l’onorevole di Italia Viva sta nel fatto che «tra la prima ondata e la seconda non c’è stata una programmazione da parte della direzione dell’Asl Nord Ovest. Non si è investito sulle strutture di Pontremoli e Fivizzano. Non è facile adattare e mischiare presidi ospedalieri in reparti Covid e no Covid se sono strutture vecchie e non preparate in tal senso. Ma si è voluto andare avanti senza ascoltare e in maniera autoritaria, chiudendo reparto di medicina a Pontremoli e di fatto a Fivizzano i reparti di riabilitazione per reparti Covid».

E ora la situazione rischia di sfuggire di mano, paventa Ferri: «Il numero dei contagi di Pontremoli e il racconto di tanti preoccupa. È stato inserito un reparto Covid mettendo a rischio operatori e i pazienti e non sono stati attivati per tempo nel vecchio ospedale di Massa, dove sono stati investiti alcuni milioni di euro. A Pontremoli la situazione rischia di precipitare. Ci sono stati diversi contagi tra pazienti ricoverati per motivi no covid, trasferiti in Medicina ma senza un’immediata disposizione di eseguire tamponi a tutto il personale, per cui il lunedì successivo sono entrate in turno nei reparti interessati un'infermiera e un Oss che non avevano fatto il tampone e nella stessa mattinata è venuta la febbre a una di queste operatrici poi risultata positiva, per cui gli ultimi due pazienti ricoverati che entrati ovviamente negativi sono stati a contatto con l’operatrice positiva».

Secondo Ferri «la soluzione più sensata resta quella di spostare al più presto il reparto Covid da Pontremoli (affinché l’Ospedale torni a servire i malati ordinari urgenti e non, supportando anche il Noa) e comunque da subito bisogna adottare procedure di sanificazione di tutti i reparti più profonde di quelle in atto, oltre che attività di controllo attraverso tamponi sugli operatori e sui pazienti più frequenti (veloci), periodiche (a prescindere dai sintomi) e più rispettose delle tempistiche di mancato impiego (o isolamento temporaneo) di chi è soggetto a tali verifiche. Infine, va reso obbligatorio il tampone in uscita a tutti i pazienti ricoverati prima della loro dimissione”. —
 

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