Italia
Accusato due volte per lo stesso fatto, viene assolto
In un primo momento c’era stata l’archiviazione, poi è stato notificata la citazione diretta a giudizio davanti al giudice di pace
Massa
Accusato due volte per lo stesso reato, viene assolto. Il nostro ordinamento non prevede infatti la possibilità di sottoporre due volte a processo la stessa persona per lo stesso episodio.
I fatti risalgono a due anni fa: una lite tra parenti e l’accusa, per l’uomo, di lesioni per aver ferito due persone. Al momento della notifica di conclusione delle indagini, l’uomo si sottopone ad interrogatorio alla fine del quale la pubblico ministero Alessia Iacopini decide di chiedere l'archiviazione non essendo possibile supportare l'accusa in giudizio. È infatti complesso ricostruire la dinamica dei fatti che rimane incerta e si teme che i testi, legati all’uomo da rapporti di parentela, possono essere poco attendibili. La giudice delle indagini preliminari, Marta Baldasseroni accoglie la richiesta della pubblico ministero e archivia.
Ma un secondo procedimento va avanti e l’uomo si trova nuovamente accusato: riceve, infatti, il decreto di citazione diretta a giudizio, a firma di un altro pubblico ministero. Così martedì mattina si è visto costretto a presentarsi di fronte al Pace di Massa, dottor Alfredo Bassioni, assistito dall’avvocato Alberto Rimmaudo.
Anche in questo caso l’accusa era di lesioni per aver procurato ferte ad un uomo, con un referto di guarigione di 10 giorni. Il giudice di Pace, martedì ha pronunciato, però, la sentenza di assoluzione. L’ ordinamento, infatti, prevede che non si possa processare una persona due volte per il medesimo fatto. Se quindi prima era arrivata l’archiviazione, adesso è arrivata anche l’assoluzione. —
C.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
