Italia
«Il mio regalo contro tutti gli abusi»
Grazie alla sensibilità di Sonia Barosi è stata realizzata una panchina rossa che sarà installata nel parco della Provincia
massa
Il 25 novembre grazie all'impegno dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dal 1999 rappresenta "La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Purtroppo i dati in Italia sono ancora gravissimi: sono già 60 le vittime di femminicidio nel 2020 e, durante il lockdown le richieste di aiuto da parte di donne che hanno subìto violenza sono aumentate del 119,6%. Più di 15 mila le chiamate al numero antiviolenza 1522 tra marzo e giugno.
Anche a Massa il tema è molto sentito e grazie alla sensibilità di Sonia Barosi, anche lei vittima di maltrattamenti in passato, è stata realizzata una panchina rossa per dire "no" ai soprusi contro le donne e, una piccola panchina bianca per non dimenticare gli orfani del femminicidio.
La panchina avrebbe dovuto essere installata in questi giorni nel parco della Provincia, nello spazio verde recuperato al "girone" di Castagnetola, ma l'emergenza Covid-19 non ha consentito l'inaugurazione. «In passato ho subìto violenza verbale giornaliera - racconta Sonia Barosi - e una volta sono stata buttata fuori dalla macchina a calci. Mi fu presa la borsa e il cellulare, in auto dietro c'era anche mia figlia che urlava dalla spavento. Da li ho capito che stavo subendo un maltrattamento grave. Una amica mi ha aiutata dandomi il numero di un centro violenza di genere. Per un anno ho seguito loro e ne sono uscita definitivamente. Anche il dopo non è stato facile - continua Sonia - perché una città come Massa culturalmente tende a coprire le malefatte. Fortunatamente il mio ex lavoro a Viareggio (lontano da casa), la mia passione, le amicizie lo studio e i compagni di fede e naturalmente la mia famiglia, mi hanno fatto rinascere e ora sono un'altra persona».
Sonia ce l'ha fatta e dopo aver vissuto un periodo nei centri antiviolenza, ora è una donna più forte e consapevole che vuole aiutare chi in questo momento è in difficoltà. La panchina rossa insieme a quella più piccola bianca, vogliono rappresentare un gesto simbolico contro ogni forma di discriminazione. «Sono contenta di aver incontrato persone che mi hanno aiutata – conclude Sonia - da sola non so se ce l'avrei fatta. Credo che la panchina rossa dovrebbe essere installata ovunque, per sensibilizzare gli uomini al rispetto verso di noi del "gentil sesso". Questa iniziativa è diventata realtà grazie ai volontari di Castagnetola, della Provincia di Massa Carrara e, grazie al sostegno economico di diverse imprese: Dr carrozzeria di Pierluigi Domenichelli - Poli Agraria di Alessandro Poli - Sogniflex Massa». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google