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Alti tassi di mortalità da cancro alla Rumianca
CARRARA
La fabbrica chimica in cui lavorarono i fratelli Manici, attiva dal 1940 al 1984, ha cambiato varie denominazioni: Rumianca, Anic Agricoltura, Enichem. Sulla sua area (17 ettari), inclusa nel Sin ed oggi di proprietà della Syndial Spa, società del gruppo Eni, è in corso da decenni una difficile bonifica.
Lo stabilimento produceva veleni quali acido formico, arsenico metallico, anidride arseniosa, arseniato di piombo, anticrittogamici a base di rame, terre decoloranti (con uso di silici). La chiusura avvenne dopo l'incendio scoppiato il 12 marzo 1984 con fuoriuscita di diossina. Le affermazioni di Vittorio Manici sull’alto tasso di mortalità da cancro tra i lavoratori dello stabilimento sono confermate da uno studio epidemiologico “sul rischio neoplastico tra gli ex dipendenti di aziende produttrici di formulati per uso agricolo”, iniziato nel 1996 nell’ambito dell’attività di ricerca dell’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e condotto da un’equipe coordinata dalla dottoressa Lucia Miligi, a cui ha partecipato anche il dottor Fabrizio Franco dell’Asl 1 di Massa-Carrara. L’indagine, relativa agli anni tra 1950 e 1998, analizza proprio i decessi della Rumianca, evidenziando un eccesso di mortalità per tutti i tumori ed in particolare per alcune sedi specifiche quali polmone, vescica e fegato, anche nelle donne. —
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