Il Tirreno

ponte crollato 

Provincia della Spezia e ministero dicono sì alle rampe sull’A 12

G. U.
 Provincia della Spezia e ministero dicono sì alle rampe sull’A 12

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AULLA

Sì alle rampe autostradali sulla A12 a Ceparana di Bolano. Si tratta di un’altra regione, la Liguria, ma Ceparana è letteralmente a un tiro di schioppo da Albiano, la più popolosa frazione aullese, quindi i suoi abitanti, privi del ponte sul fiume Magra da quasi sette mesi e mezzo, avrebbero la possibilità di utilizzare le rampe autostradali sulla A12 per raggiungere Aulla capoluogo.

Il via libera alle rampe autostradali sulla A12 sarebbe arrivato nella serata di lunedì, a seguito di un un incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, i parlamentari spezzini e il presidente della Provincia della Spezia, Pierluigi Peracchini. «Ora ci aspettiamo un intervento urgente, perché il rischio – scrive Peracchini – è che i mesi diventino anni, ma ora basta parole e si passi ai fatti con l’impegno di tutti e la volontà di fare. Noi la soluzione l’avevamo data già da tempo ed è positivo che oggi vi sia la conferma della volontà di seguire la linea della realizzazione delle rampe autostradali sull’A12. Perché l’emergenza del crollo del ponte ad Albiano Magra è anche un problema del territorio spezzino, i disagi sono di una comunità intera che non è certo divisa da un confine geografico» aggiunge Peracchini, secondo il quale da parte delle istituzioni liguri «c’è sempre stata la massima volontà ad arrivare ad una soluzione concreta e rapida del problema, ipotizzando e proponendo programmi fattibili in tempi certi. Questo è quello che ho ribadito nuovamente nell’incontro con il ministro De Micheli. Le soluzioni si trovano, partendo anche dal progetto della bretella Ceparana-Santo Stefano Magra, che è in fase di validazione. E da oggi è finalmente chiaro che le rampe sono una risposta credibile: in un mese si realizzano – assicura Peracchini – e possono garantire, almeno temporaneamente, di superare il problema del ponte crollato.

Ma serve fare presto anche perché l’inverno incombe, l’ho ripetuto anche in questo incontro, perché oltre al disagio c’è la questione della sicurezza. Il fiume è pericoloso in quel tratto, non per un supposto ed ipotetico rischio, ma per una criticità certa». —

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