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«Percolato nelle fogne meno camion in giro»
Programma Ambiente ribadisce: scarichi non pericolosi Ma Il comitato “Acqua di tutti” chiede lo stop all’operazione
montignoso
«Programma Ambiente Apuane ha già dichiarato che il conferimento in fognatura del percolato di discarica è certificato da Gaia come non pericoloso e idoneo alla depurazione nei suoi impianti. L’intenzione della società, lo ribadiamo, è inoltre quella di destinare parte risparmio derivante dall’operazione ai Comuni su cui insiste la discarica a favore della comunità locale, da utilizzare anche per eventuali indagini ambientali sui pozzi esterni alla discarica». Il consiglio di amministrazione di Programma Ambiente Apuane, la società che gestisce la discarca ex Cava Fornace, risponde così, indirettamente, alle preoccupazioni sollevate dal comitato dei cittadini anti-discarica, che hanno sollevato dubbi su questa strategia, evidenziando, in primis, le condizioni della rete fognaria di Montignoso, che non sarebbe in grado di ricevere il percolato della discarica. Secondo Programma Ambiente, invece, questa scelta è parte delle nuove strategie della società per il futuro «che prevedono un minor inquinamento atmosferico e acustico, grazie alla riduzione del traffico pesante che deriverà dalla possibilità di conferire il percolato del sito in fognatura: una procedura che consentirà di migliorare l’impronta ecologica della discarica. Inoltre il conferimento in fognatura sarà sempre controllato da Gaia attraverso una paratia gestita elettronicamente a distanza».
Ma c’è già un altro altolà all’operazione: quello lanciato da Alfonso Baldi presidente del comitato "L’acqua di tutti" e rappresentante toscano del Movimentoblu, rete per la tutela delle fonti e del diritto all’acqua. «Abbiamo appreso dal Tirreno – scrive Baldi in una lettera a ministero dell’Ambiente, Regione, Comuni interessati e carabinieri forestali – che Cava Fornace ha avuto il permesso di sversare il percolato nelle fognature per essere smaltito presumibilmente nei depuratori civili del Pollino a Pietrasanta e del Lavello a Massa gli unici due presenti nei comuni. Due depuratori che presentano spesso criticità e sono spesso additati come causa di varie chiusure di balneazione per inquinamento del mare, senza contare che alla foce del Lavello, permane un divieto di balneazione perenne, visto che tale depuratore si trova su di un canale in zona Sin/Sir . Programma Ambiente Toscana assicura che tale percolato non presenti pericolo , ma siamo coscienti che il materiale stoccato in tale discarica, sia materiale altamente inquinante e pericoloso per la salute». Per questo il comitato chiede di fermare l’operazione finché non saranno effettuate dalle autorità competenti, analisi sul percolato e, comunque non gestibili da depuratori oggetto di criticità». —
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