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Michael: una sera sono svenuto la mattina dopo ero già qui

a.p.

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carrara

Sono tutti giovanissimi i volontari della Pubblica assistenza di Carrara e il loro tempo non lo impiegano sui social ma sul campo, ad aiutare gli altri.

Michael Parisi durante la prima ondata Covid ha addirittura perso i sensi per le troppe e troppe ore passate in servizio. Michael è solo uno dei duecento ragazzi impegnati in questa battaglia contro un nemico invisibile e potentissimo: il Covid. Michael, Serena, Allyson, Valentina, Barbara e come loro tantissimi altri sono i nostri angeli, sono quelli che dalla comparsa del Covid rubano tempo alla loro vita e ai loro affetti per mettersi al servizio degli altri. E lo fanno a titolo di volontariato, questo è bene precisarlo e ribadirlo.

Rispetto alla prima ondata di contagi, quando anche in loro dominavano la paura e la preoccupazione di terminare le scorte di presidi, adesso sono più forti e più preparati. Loro sono i volontari del 118 e dell'ambulanza veterinaria Annabelle. E noi li abbiamo incontrati.

Michael Parisi è un volontario della Pubblica assistenza da dieci anni. «Durante la prima ondata il servizio è stato stressante, lavoravo sull'ambulanza “Mike Covid” e dovevamo portare un paziente a Cisanello. Avevo preso servizio alle otto del mattino e dovevo smontare alle due del pomeriggio, ma a Cisanello c'era una coda infinita e sono rientrato in sede alle nove di sera. Subito dopo sono svenuto per la stanchezza e mi hanno soccorso il medico a bordo di Mike Covid e miei colleghi. Ma non mi sono scoraggiato e il giorno dopo ero di nuovo al mio posto, come ci sono adesso. Rispetto alla prima ondata - prosegue - adesso sappiamo come gestire la situazione, e a differenza di prima abbiamo meno paura perchè sappiamo come comportarci».

I volontari della Pubblica assistenza si occupano anche di animali, dal recupero di cani che scappano o di animali selvatici feriti, fino a portare a spasso anche tutti i cani delle persone malate di Covid. Ce lo spiega Serena Disca volontaria da 12 mesi sull'ambulanza Annabelle: «Mi trovo bene in questo ambiente, prima c'era un po' di paura perchè tante cose non si sapevano. Adesso siamo molto più preparati e sicuri, anche se l'attenzione deve sempre alta. Noi ci occupiamo di portare fuori i cani dei pazienti Covid. Non è facile approcciarsi con cani che non ci conoscono, ma quando iniziano a fidarsi è una soddisfazione. La nostra ambulanza si occupa anche di sterilizzare le colonie feline che nella città sono ottanta, e anche di soccorrere volpi, tassi, caprioli».

E' orgogliosa di tutti loro Valentina Negrari, vice presidente dei volontari: «Voglio ringraziarli tutti. Tanti di loro sono entrati durante la prima ondata e non si aspettavano tutto questo impegno, ma stanno lavorando con volontà e impegno. L'estate per noi è stata devastante. Portare mascherina e camici con il caldo è stata una cosa improponibile. Ringrazio tutti i volontari per il tempo che dedicano a tutti noi, inteso come collettività, regalandoci il tempo che potrebbero trascorrere in famiglia o altrove». —

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