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Cna: «Sub-affido, meccanismo che uccide le piccole imprese»
SARZANA
La Cna La Spezia interviene in relazione all’operazione ‘Dura Labor’ condotta dalla Guardia di Finanza della Spezia che ha permesso di smantellare una vera e propria banda dedita al caporalato dei lavoratori della nautica di lusso e ha portato all’arresto di otto persone. Cna plaude al lavoro svolto dalla Procura e dalle forze dell’ordine, riporta l’attenzione sulla necessità di ridefinire con maggiori tutele e trasparenza le lavorazioni in sub-appalto.
«Un mantra che ripetiamo in tutte le occasioni: bisogna mettere al centro la professionalità e la qualità – dice la presidente Cna Federica Maggiani – Un grido d’allarme lanciato più volte, perché era sotto gli occhi di tutti, o perlomeno di chi voleva vedere, che la fase successiva alla crisi partiva in maniera drogata con il solo obiettivo di tornare ai numeri di produzione precedenti al 2008. Era già forte allora la nostra preoccupazione per moltissime eccellenze, riuscite con difficoltà a sopravvivere facendo perno sulla qualità, nel vederle stritolate da un sistema che da una parte le “lusingava”, vendendo come proprio marchio di fabbrica il saper fare italiano di queste aziende e, dall’altro, le costringeva a lavorare a prezzi e a ritmi che non avrebbero potuto sopportare a lungo. In virtù del fatto stesso di aver messo al centro della propria impresa altri valori aziendali».
«Nel 2018 l’avevamo tristemente predetto – prosegue Maggiani – quando dicevamo che le grandi sigle della cantieristica dei super yacht affidavano grossa parte della costruzione a ditte esterne, con un rapporto tra diretti ed indiretti di 40 a 60. Era ineluttabile per le piccole imprese e le imprese artigiane fornitrici non poter sostenere i costi di questo meccanismo e di essere gradualmente sostituite da chi lavora a prezzi inferiori, a discapito della professionalità ma anche della tutela della manodopera. La notizia di cronaca di questi giorni testimonia che purtroppo il percorso è stato questo».
« Se l’indagine ha contorni davvero inquietanti ed estremi -, aggiunge la presidente Cna La Spezia -, certo è che tanti sono i segnali che arrivano dalle imprese che lavorano nell’indotto che lamentano il dover rispondere non a logiche di qualità e competenza, ma a quelle dettate dai tempi di consegna estremamente ridotti, con margini di guadagno risibili e pretese di opere straordinarie in cambio di nulla in più di quanto contrattualizzato come prezzo iniziale». —
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