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rapaioli (confesercenti) 

«No ai saldi mascherati, non è così che si salvano i negozi e le vendite»

Daniela Marzano
«No ai saldi mascherati, non è così che si salvano i negozi e le vendite»

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 MASSA. C’era una volta il commercio. Tra la crisi già in atto a causa della globalizzazione e della concorrenza online, aggravata dalla pandemia Covid e messa in ginocchio dai Dpcm governativi, ormai il sentimento che prevale è un misto di rabbia, pessimismo e fatalismo. E all’orizzonte c’è il Natale, il periodo dell’anno più proficuo per la categoria ma sul quale incombe l’incubo di un possibile lockdown. Il responsabile area Massa Carrara di Confesercenti Toscana Nord Adriano Rapaioli, analizza lo scenario del suo settore: “Siamo in una situazione nella quale non sappiamo cosa aspettarci e anche tra i soci c’è disagio e una forte preoccupazione. Aleggia lo spettro di un lockdown sotto Natale e, se dovesse davvero accadere, la situazione sarà tragica perché sono in molte le attività che stanno già soffrendo, con lo smart working c’è meno movimento e si rischiano seriamente chiusure e fallimenti. Ricordiamoci che il periodo compreso tra il dopo-Natale fino alla primavera è fisiologicamente pesante, quindi occorre ragionare come arrivarci al Natale. Eravamo già convinti in partenza che le restrizioni attuate dal Governo, pesanti per alcune attività, non sarebbero state sufficienti per frenare i contagi e ai conti fatti, se ci fosse stato un completo lockdown una ventina di giorni fa per un mese, sarebbe stato un sacrificio che avrebbe salvato il Natale. Invece queste chiusure graduali, che evidentemente non portano ad alcun risultato tangibile, vanno davvero ad impattare sul periodo festivo. Noi come categoria discipliniamo bene i saldi, abbiamo regole ferree su comportamenti da adottare al fine di evitare operazioni di saldi mascherati prima del tempo e comunque sono vietati nel mese antecedente a quello canonico. Se qualche attività applica sconti promozionali, lo fa a livello individuale, come scelta imprenditoriale, ma non sono saldi. Ora non vedo possibile una strategia che possa salvare il settore, se non gli aiuti “ristori” promessi dal Governo, che ha dato un contributo a fondo perduto ma assolutamente inadeguato rispetto alle perdite. Se chiusura deve esserci, allora che ci sia, ma le attività vanno salvaguardate con sostegni appropriati stanziati dallo Stato, e vale per tutte, dalla ristorazione agli ambulanti, dai fieristi alle agenzie di viaggio”. Il presidente provinciale di Confcommercio Giuseppe Pieretti, non ha alcuna dichiarazione da rilasciare in quanto la gravità della situazione parla da sola. L’unica cosa che tiene a dire è “ricordare agli associati che da parte della Confcommercio c’è la massima vicinanza e supporto, con servizio di consulenza gratuita attivo 7 giorni su 7. Noi cerchiamo di fare quello che lo Stato ci consente di fare, ma il comparto del commercio è stato poco ascoltato e sono state prese decisioni importanti ai vertici, da parte di persone che non conoscono la categoria, non comprendono l’impatto del commercio sul Pil e soprattutto non prendono in considerazione tutto l’indotto ad esso legato. È tutta l’economia a pagare”. –

«No ai saldi mascherati, non è così che si salvano i negozi e le vendite»

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