Il Tirreno

presentata da Alessandro Cattaneo 

Interrogazione al Ministro: «La Regione ci ripensi»

R.S.

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Pontremoli

È pronta ad arrivare sino a Roma, sui banchi del Governo, la battaglia politica sull’ospedale di Pontremoli dopo che l’Asl ha deciso di trasferire lì pazienti positivi. In particolare è l’onorevole Alessandro Cattaneo, di Forza Italia, (ex sindaco di Pavia ma dalle origini pontremolesi e con un legame ancora forte con la città che ha frequentato durante l’adolescenza) a presentare un’interrogazione a risposta scritta al ministro della Salute, Roberto Speranza. Cattaneo inizia la sua interrogazione riepilogando i fatti accaduti: «La Regione Toscana e l’azienda Usl hanno deciso di portare all’interno dell’Ospedale di Pontremoli un’area Covid, rivedendo completamente la distribuzione delle competenze tra presìdi decisa nei mesi precedenti, e dimostratasi molto più funzionale agli immobili che ha a disposizione; come riportato in un comunicato dallo stesso sindaco, Lucia Baracchini, a Pontremoli, i reparti di medicina e di rianimazione dove andrebbero alloggiati i Covid (e non solo quelli) sono obsoleti anche per malati no Covid. I sistemi di ricircolo dell’aria non esistono. I percorsi interni non possono garantire alcuna sicurezza, così come i tentativi posticci di dividere “zone sporche” da “zone pulite”. Persino gli spazi dedicati a spogliatoi e bagni per il personale sono angusti ed inadatti».

Una situazione che, evidenzia l’onorevole, dovrebbe portare la Regione Toscana a «ripensare questa decisione augurandosi che il nuovo responsabile della sanità toscana, prima che si debbano contare i danni, voglia prendere una posizione netta e consapevole, disponendo di tornare indietro dalla decisione assunta; da molti sono stati evidenziati i rischi legati ai necessari transiti dei pazienti da e per i reparti di pronto soccorso e radiologia (le conseguenti sanificazioni), nonché quelli inerenti l’utilizzo degli ascensori (pochi, piccoli, vecchi e mal collocati);le visite ambulatoriali saranno inevitabilmente interrotte, così come si inciderà sensibilmente su altri servizi ordinari e sulla chirurgia di elezione».

Una situazione di «precarietà e altissimo rischio» che potrà «incidere negativamente persino sulle attività oncologiche, sulla dialisi, sulla donazione del sangue; l’ospedale di Pontremoli non ha la struttura e non è attrezzato per diventare ospedale Covid. Questo vorrebbe dire compromettere le attività ordinarie. Sarebbe una scelta sbagliata e pericolosa, che metterebbe a rischio servizi fondamentali per la Lunigiana».

Cattaneo conclude chiedendo al ministro di verificare «nell’ambito delle proprie prerogative e competenze, se la scelta di portare all’interno dell’Ospedale di Pontremoli un’area Covid, rivedendo completamente la distribuzione delle competenze tra presìdi decisa nei mesi precedenti, non risulti onerosa, inopportuna e non rischi di compromettere la stessa erogazione dei livelli assistenziali laddove l’ospedale non possiede le caratteristiche minime per poter gestire i pazienti Covid in piena sicurezza». —

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