Il Tirreno

I dati più recenti per massa-Carrara 

«Dal 2013 al 2015 sono stati 2.163 i morti per tumore»

DAVID CHIAPPUELLA
«Dal 2013 al 2015 sono stati 2.163 i morti per tumore»

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MASSA-CARRARA

Il “registro tumori” elaborato dal segretario provinciale Cisl Andrea Figaia sulla base di «idee, dati e documentazione raccolta in questi anni nelle frequentazioni sindacali con la Asl Nord Ovest e le zone distretto delle provincie di Massa-Carrara e Lucca», conferma una situazione preoccupante in territorio apuano.

Le informazioni raccolte dal sindacalista, però, arrivano fino al 2016 per incidenza dei vari tipi di neoplasie e fino al 2014 per numero di decessi ad esse correlati. Come spiega lui stesso, non è stato possibile averne di più recenti. «Dati più aggiornati -ha scritto Figaia- non ne abbiamo avuti. Se qualcuno li ha, pensiamo sia dovere civico renderli disponibili pubblicamente». In effetti, anche l’ultimo studio Sentieri, indagine epidemiologica nazionale coordinata dall’Istituto superiore di sanità, per la nostra provincia si arresta al periodo 2006-2013. La “Relazione sanitaria 2017”, però, approvata dall’Asl Toscana Nord Ovest (Atno) il 20 luglio 2018, riporta cifre sulla mortalità da cancro e sui ricoveri ospedalieri conseguenti a malattie oncologiche aggiornate rispettivamente al 2015 ed al 2017. Da questo documento si evince che a Massa-Carrara, nel triennio 2013-2015, ci sono stati 2163 morti per tumore (630 residenti in Lunigiana e 1533 nella zona delle Apuane). Per Massa-Carrara il tasso standardizzato medio relativo a questa tipologia di decessi è 301,62, superiore di quasi 22 punti a quello della Regione (279,75). Nel 2017, inoltre, sul nostro territorio, per quanto riguarda il numero di ricoveri per tumore, si sono registrati 3500 casi (969 residenti in Lunigiana e 2531 nella zona Apuane). Bisogna anche ricordare che solo nel 2018 sono stati ricoverati al Noa oltre 100 nuovi pazienti affetti da tumori della testa e del collo, patologie che colpiscono le vie aeree digestive superiori: naso, seni paranasali, bocca, laringe, faringe e ghiandole salivari. Sull’edizione de “Il Tirreno” di sabato scorso, poi, il dottor Giovanni Bagnoni, primario di dermatologia a Livorno e a Massa-Carrara, ha ricordato che nel 2019, all’interno dell’area Atno, comprendente anche il territorio apuano, sono stati diagnosticati 800 melanomi ed oltre 6000 tumori epiteliali, la cui diffusione risulta 3 volte superiore alla media nazionale.

A monitorare lo stato di salute dei toscani è l’Agenzia regionale di sanità (Ars). Dai dati disponibili sul suo sito web emerge una chiara debolezza della popolazione di Massa-Carrara, dove si registrano eccessi significativi di mortalità generale rispetto alla media regionale per tumori (stomaco, laringe, polmone, pleura, fegato, vescica), per malattie del sistema circolatorio, digerente e respiratorio, più nei maschi che nelle femmine.

«L’elevata frequenza dei tumori maligni totali e di specifiche sedi tumorali (es. polmone, pleura) nell’area di Massa-Carrara -scriveva nel 2017 l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispro) di Firenze - è un fenomeno noto e studiato da tempo. In particolare l’area è stata soggetta fino ai decenni passati di un intenso sviluppo industriale che ha portato alla presenza di attività lavorative, sostanzialmente dismesse da tempo, che esponevano a rischio cancerogeno i lavoratori e ad inquinamento ambientale le aree circostanti».

Queste limitazioni, in generale, conferma quanto sia indispensabile l’attivazione di un registro tumori provinciale certificato Airtum, capace di andare oltre la semplice statistica e consentire monitoraggio, controllo e pianificazione sanitaria. A quando l’introduzione sul nostro territorio di questo fondamentale strumento previsto dalla legge? —



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