Il Tirreno

a marina di massa 

Al parco e a spasso sul pontile In tanti arrivano da fuori provincia

Ivan Zambelli
Al parco e a spasso sul pontile In tanti arrivano da fuori provincia

Parecchie erano anche le macchine parcheggiate sul viale Vespucci  o sul Lungomare di Ponente come in piena estate 

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Tante persone in spiaggia, nelle passeggiate, nei parchi per sfruttare questa domenica di sole. Ma ad incombere non è soltanto la stagione invernale, bensì anche e soprattutto quel nemico invisibile con il quale ormai da molto tempo conviviamo: il Covid. Inoltre da qualche giorno a questa parte nell’immaginario di molte persone, e nelle strade, si è ripresentato un “nemico” più tangibile, vale a dire i proprietari di seconde case, i “lombardi”. Le preoccupazioni sono più o meno le stesse di marzo: l’arrivo di gente da fuori potrebbe far aumentare i contagi, e quindi il carico di lavoro per le strutture sanitarie, ma potrebbe anche far scattare ulteriori restrizioni a livello regionale. In tutta la giornata si sono viste molte persone e famiglie a spasso per Marina di Massa, nelle spiagge, nei parchi, sul pontile, in bici o a piedi; ai Ronchi ad esempio c’era una vitalità inedita per questo periodo dell’anno. Tante erano anche le macchine parcheggiate sul viale Vespucci o sul Lungomare di Ponente, alcune delle quali recanti la tanto temuta sigla della provincia: “Mi”, Milano. Ma oltre a queste, che sono significativamente poche, si possono scorgere targhe anche di Parma, Modena, Reggio, Firenze, Prato, cioè vetture di persone provenienti da zone gialle o da dentro la Toscana, e che quindi non sono soggette ad alcun tipo di limitazione negli spostamenti. Ma anche in questo caso, non c’erano molti forestieri in giro per la città. Sembra quasi il solito turismo mordi e fuggi, per sfruttare un weekend per poi ripartire in serata. Del resto c’è una grande differenza che distingue il presunto esodo di questi giorni con quello verificatosi a marzo: in primavera quasi tutte le persone erano a casa dal lavoro, e quindi chi poteva ha preferito scendere al mare, magari in una casa con giardino, piuttosto che rimanere confinato in un palazzo; oggi invece, anche nella rossa Lombardia, nonostante tutto non c’è quella chiusura totale. La vita lavorativa, con i dovuti distinguo, continua, e le persone anche volendo non possono scendere. Perciò non sono tanto i nemici del momento a dover destare preoccupazione; semmai, i comportamenti sbagliati dei singoli, che anche nella giornata di ieri si sono ripresentati. Infatti, il grosso delle persone a zonzo erano residenti, uscite per le stesse ragioni: godersi una giornata di sole, una delle ultime dell’anno. Anche i comportamenti non si discostano molto: persiste ancora ad oggi, dopo tutto quello che sta accadendo, una certa riluttanza a rispettare seriamente le prescrizioni sanitarie, come distanziamento ed uso della mascherina; ancora troppe persone si ostinano a girare in gruppi numerosi, ad accalcarsi negli spazi pubblici, ed ancora più persone a portare la mascherina sotto il mento oppure con il naso fuori. Inoltre, le stesse limitazioni alle attività serali stanno producendo risultati paradossali: se si vedono meno persone a zonzo dopo le 18, sono altresì aumentate quelle nelle ore precedenti, con tutte le criticità del caso. Insomma, non sarà certo una manciata di lombardi o emiliani a far peggiorare la situazione. —

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