Il Tirreno

la decisione del gip 

Rinviati a giudizio due uomini per il “revenge porn” in chat

Libero red dolce
Rinviati a giudizio due uomini per il “revenge porn” in chat

Uno minacciava la ex con un filmato: “O torni con me o altrimenti lo pubblico” L’altro accusato di averlo diffuso. L’accusa è tentata violenza sessuale

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carrara

Il giudice Dario Berrino ha rinviato a giudizio due uomini, pensionati di 63 e 71 anni, di fronte a un collegio penale per il reato di tentata violenza sessuale. Il più giovane dei due infatti avrebbe ricattato una giovane donna (aveva solo 20 anni all’epoca dei fatti) con la quale aveva avuto una relazione e che non voleva più avere a che fre con lui. La minaccia era: se non avesse acconsentito ad avere dei rapporti sessuali con lui, si sarebbe vendicato diffondendo un video con la ripresa di un incontro sessuale tra loro. Il caso è finito davanti al giudice dopo le indagini dovute alla coraggiosa denuncia della donna. L’altro uomo è invece accusato di avere materialmente aiutato l’amico a diffondere il video su Messenger.

La prossima udienza si terrà il 17 marzo.

L’avvocato Daniele Monni, che difende il 63enne che ha avuto la relazione con la donnna, ieri ha prodotto delle indagini difensive piuttosto corpose, che consistono di consulenze informatiche e telematiche. Ha chiesto al giudice, su questa base, di riqualificare la violenza sessuale in stalking. Il giudice Berrino nell’ordinanza di rinvio ha scritto che ci sono dei profili che andranno accertati in dibattimento.

L’avvocato Alessandro Ravani invece ha avanzato la richiesta di non luogo a procedere perché la persona offesa, di fronte ai carabinieri, avrebbe dichiarato che non intendeva denunciare il suo assistito. Il legale annuncia che reitererà l’eccezione d’improcedibilità della domanda per assenza della querela.

La parte lesa, che si è costituita parte civile nel procedimento, è assistita dall’avvocato Vittorio Briganti.

I fatti iniziarono nel settembre del 2018. Il pensionato di 63 anni, 61 all’epoca dei fatti, che evidentemente non riusciva a rassegnarsi all’idea che la giovane (di oltre quarant’anni di meno) non ne volesse più sapere, minacciava la ex: in sostanza, le scriveva su Whatsapp che se non fosse andata a casa sua, e non avesse accettato di avere altri rapporti sessuali, l’avrebbe "messa in piazza" diffondendo un video girato in intimità. Visto che la giovane non si piegava al ricatto, in effetti il filmato partì, inviato da entrambi gli amici anche su messenger, tra l’altro anche ad una congiunta della parte lesa. —

Libero red dolce

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