Il presidio
«Torna con me o metto in giro quel video compromettente»
Ma la giovane ex si ribellò al ricatto del pensionato con cui ebbe una relazione: stamani davanti al giudice con l’accusa di tentata violenza sessuale
Carrara
La relazione interrotta si era trasformata in un incubo, per una giovane di origini romene. L’ex, molto più grande di lei, non le dava pace, minacciava di mettere in circolo una scena d’amore di loro due, a meno che lei non avesse accondisceso ad avere ulteriori rapporti. Ma alla fine, dopo essere stata tempestata di messaggi minacciosi, e dal contenuto molto esplicito e irriferibile, la vittima - una ragazza all’epoca dei fatti appena ventenne - aveva deciso di presentare denuncia.
Dall’esame dei messaggi su WhatsApp e su messenger, gli investigatori hanno così formalizzato le accuse nei confronti di due amici: lui, l’ex, un pensionato di 63 anni di Carrara, deve rispondere dell’accusa più grave di tentata violenza sessuale, articoli 56 e 609 bis del codice penale. L’indagato è assistito dall’avvocato Daniel Monni del foro della Spezia. L’altro indagato, 71 anni, residente in Lunigiana, deve rispondere in concorso con l’amico carrarese solo di diffamazione, per aver contribuito a diffondere il video osè nella cerchia di alcuni conoscenti.
La parte lesa, costituitasi parte civile nel procedimento, è assistita dall’avvocato Vittorio Briganti.
L’udienza preliminare, che dovrà stabilire se i due andranno o no a processo, era stata programmata in un primo momento per lo scorso 14 maggio, ma poi era stata rinviata per l’emergenza virus.
Si terrà invece stamattina. I fatti iniziarono nel settembre del 2018. Il pensionato di 63 anni, 61 all’epoca dei fatti, che evidentemente non riusciva a rassegnarsi all’idea che la giovane (di oltre quarant’anni di meno) non ne volesse più sapere, minacciava la ex: in sostanza, le scriveva su WhatsApp che se non fosse andata a casa sua, e non avesse accettato di avere altri rapporti sessuali, l’avrebbe “messa in piazza” diffondendo un video dai contenuti espliciti, girato in intimità quando fra i due c’era una relazione.
Visto che la giovane non si piegava al ricatto, in effetti il filmato partì, inviato da entrambi gli amici anche su messenger, tra l’altro anche ad una congiunta della parte lesa. Con coraggio, la giovane si era ribellata, dell’inchiestaè titolare il pm Marco Mansi. Adesso la parola passa al giudice.
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