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«Ci fanno chiudere un mese ma per tanti sarà per sempre»

ivan zambelli
«Ci fanno chiudere un mese ma per tanti sarà per sempre»

I commercianti massesi tornano in piazza a protestare contro l’ultimo Dpcm “Circoli messi al bando da un giorno all’altro: ma siamo come i ristoranti”

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massa

Non è servitas la pioggerella di ieri a raffreddare gli animi: anche domenica pomeriggio alcuni negozianti sono tornati in piazza a protestare. Questa volta in piazza Mercurio a Massa, ma l'oggetto della mobilitazione era il solito: l’ultimo Dpcm, ossia il decreto di chiusura e limitazione delle attività emanato dal governo Conte.

Il presidio è stato organizzato anche dal gruppo “Tutto per Massa” di Francesco Mangiaracina, ma ha avuto come protagoniste le diverse categorie economiche che sono state colpite dalla crisi, che un po’ per volta hanno preso la parola, raccontando le loro vicissitudini, le loro paure, i loro dubbi. Sentimento comune è la rabbia; rabbia che è rivolta contro le misure adottate da inizio pandemia ad oggi, per le occasioni mancate, per le promesse non rispettate, per i tanti paradossi.

Cristian Costucci, ad esempio, che ha una distribuzione all’ingrosso di bevande ed alimenti, non si spiega la disparità degli interventi finora adottati dal governo: «Io capisco tutto quello messo in campo finora, ma non mi spiego come accanto a questi provvedimenti non si faccia niente per i trasporti pubblici o per combattere gli assembramenti che si vedono un po’ ovunque. Il governo nella prima fase della pandemia può essere anche giustificato, ma sono passati mesi e non è stato fatto nulla, solo bonus inutili, come il monopattino. Adesso richiuderanno tutto, ed alcune attività lo faranno per sempre».

Giorgio Neri, che ha un bar, lamenta a sua volta gli aiuti a singhiozzo che molte attività ed i rispettivi dipendenti hanno ricevuto. La chiusura, anticipata o meno, di questa o quella attività è un danno per l’intera economica, come fa notare Paola Mariotti, titolare di un negozio di abbigliamento in centro e che sta a sua volta subendo le conseguenze dell’ultimo Dpcm.

L’intera vicenda presenta poi alcuni paradossi, come ha espresso il presidente di un circolo, Giovanni Federighi: «Fino al 24 novembre i circoli devono rimanere chiusi, e ci è stato detto da un giorno all’altro. Abbiamo affrontato le spese per adeguarci come tutti, ma come è capitato per alcuni anche noi siamo stati messi al bando. Quello che veramente non capisco è quale differenza c’è tra un ristorante ed un circolo, i rischi sono uguali».

Il presidio di piazza Mercurio si è andato a concludere con gli interventi, spontanei, di un padre, preoccupato per il futuro del suo infante; e di una madre, che deve portare avanti la sua famiglia con una magra cassaintegrazione. —

ivan zambelli

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