Il presidio
«Puntiamo a creare un nostro polo universitario»
Il consigliere di Arcipelago Massa: «Abbiamo già delle eccellenze, la Medicina sarebbe l’idea. Oppure qualcosa di legato al marmo»
Massa
Il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti sottolinea che «la pandemia ha evidenziato i punti di forza della nostra sanità, il personale medico ed infermieristico principalmente, e le debolezze frutto di politiche che guardando troppo ai numeri hanno indebolito un ambito che, invece, sia per l'attuale situazione ma anche per l'invecchiamento della popolazione, la riduzione dei nuclei familiari, sarà sempre più sottoposto ad una maggior pressione». A suo avviso, «È molto probabile che il numero chiuso, previsto per le facoltà di medicina, verrà rivisto o perlomeno dovranno aumentare i posti disponibili; daremo una prospettiva professionale ai nostri giovani e renderemo, per buona parte, possibile il sogno di quelle ragazze, di quei ragazzi che ogni anno debbono affrontare i test di ingresso e quindi i limiti della nostra capacità formativa». Pertanto, «In questo nuovo contesto, molto concreto vista la possibilità di attingere a finanziamenti Europei (Mes e Recovery Found), credo che il nostro territorio possa giocare una partita per potenziare la sanità locale, valorizzare le eccellenze presenti (basti pensare all'Opa, la Scuola infermieri), recuperare strutture esistenti ed inserirsi nel campo della formazione universitaria». La sua proposta è «un distaccamento della facoltà di medicina e chirurgia di Pisa o, addirittura, ad un istituto universitario autonomo con, provvisoriamente, un unico indirizzo. Il progetto consentirebbe di valorizzare le capacità della nostra sanità e di attrarre ulteriori competenze, di promuovere e ampliare l'esistente senza limitarsi alla sua legittima difesa, di dare ai plessi di Carrara e Massa (vecchio ospedale) una mission aggiuntiva ovviando al ridimensionamento o alla perdita di funzionalità». Quindi: «La Scuola infermieri avrebbe la possibilità di ampliarsi, il vecchio Ospedale di Massa data la destinazione Covid si trasformerebbe in un centro di virologia, il Noa e l'OPA diventerebbero cliniche universitarie». «Il sogno prescindendo dal corso di medicina e chirurgia, di avere una Università sul nostro territorio potrebbe egualmente fiorire grazie al marmo; l'oro bianco sarebbe il capitale da investire per replicare quanto con la Liuc (oggi settima università non statale presente nel sistema italiano), nel 1989, trecento imprenditori della provincia di Varese e dell'alto Milanese idearono; investiamo la nostra ricchezza sul futuro! Investiamo sui giovani, sulla cultura», conclude Andrea Barotti,
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