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«Cassa integrazione per i lavoratori e poi chiesti straordinari»

«Cassa integrazione per i lavoratori e poi chiesti straordinari»

Fiom, Fim e Uilm: «Vengono subappaltati ad altre ditte» E lamentano «un comportamento scorretto e abituale»

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«L’azienda mette i lavoratori in cassa integrazione e nel frattempo subappalta delle commesse di magazzino e fa fare straordinari alla ditta subappaltante. Un comportamento scorretto che mina le normali relazioni sindacali che devono essere improntate sul rispetto e sulla fiducia reciproca», questo è quello che denunciano le rappresentanze dei lavoratori di Fim, Fiom e Uilm e la Rsu di B Cube e L&P, aziende metalmeccaniche che lavorano dentro agli stabilimenti di Baker&Hughes.

Il 12 ottobre durante un incontro, l’azienda ha comunicato la proroga della Cassa integrazione per Covid 19 nel periodo 12 ottobre fino all’8 novembre. «La stessa giustificava la necessità di far ricorso agli ammortizzatori sociali con un calo d’ordini nel reparto Vas e garantiva, durante l’esame congiunto, che i lavoratori avrebbero avuto una ripartizione equa dei giorni di assenza, l’anticipo della parte economica della cassa e soprattutto che non avrebbe fatto ricorso al lavoro straordinario».

Per i sindacati è una decisione ingiustificata: «Sulla base delle notizie in nostro possesso i carichi di lavoro non avevano né subito riduzioni ne tanto meno interruzioni riconducibili alla pandemia del Covid 19, facendo venir meno a nostro avviso i presupposti e la necessità di attivare gli ammortizzatori sociali specifici».

«Le nostre perplessità hanno subito trovato riscontro perché l’azienda il giorno seguente ha disatteso le dichiarazioni fatte durante l’esame congiunto, non rispettando i criteri di rotazione del personale e chiedendo all’impresa in subappalto il ricorso al lavoro straordinari» aggiungono. La Rsu di Bcube e L&P è a quel punto intervenuta con iniziative di sciopero per ricondurre la situazione nei termini concordati.

E concludono: «L’ azienda ormai ci ha abituato a comportamenti di questo genere infatti già nel mese di marzo e aprile durante un periodo di cassa integrazione faceva utilizzo di lavoro straordinario, non rispettava la rotazione del personale e in maniera a nostro avviso impropria mettendo in cassa integrazione anche i lavoratori che precedentemente a tale comunicazione erano già assenti e coperti da certificato medico».

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