«Serve più umanità nel trattare con le persone»
«Non meritiamo di essere trattati così: capisco che il momento è difficile per tutti ma per chi ha avuto un lutto, sarebbe auspicabile un trattamento con maggiore delicatezza e umanità». A parlare è la nipote di una delle decedute di questi giorni a causa del virus, l’episodio è accaduto in questi giorni, lo racconta senza voler fare polemica ma solo per far capire che da parte di tutti bisognerebbe avere un atteggiamento più consono al particolare momento che tutti stiamo vivendo. «Sono arrivata all’ufficio servizi cimiteriali in Comune a Massa, per le pratiche che purtroppo in questi casi bisogna fare, per mia nonna deceduta a causa del virus, morta da sola, in isolamento. Quando dall’ingresso dell’ufficio ho detto così, l’addetta non mi ha quasi fatto finire, mi ha detto di non entrare, che sarei stata un pericolo... Ma come - ho ribattuto - io un pericolo? La mia povera nonna è da 20 giorni che non la vediamo, per sicurezza ho fatto un tampone tre giorni fa e sono negativa. Se non volete fare entrare le persone, non scrivete sul cartello “si entra una alla volta” ma “non si entra”, e - ho concluso, racconta - se qui c’è qualcuno che potenzialmente è un rischio è lei, che è a contatto con varie persone e non certo io, che sono negativa e mia nonna non la vedo da venti giorni ed è morta da sola, senza nessuno che le potesse dare un po’ di conforto. Ma si rende conto?».
Alla fine, i fogli sono stati portati su un tavolo all’esterno dell’ufficio e lì firmati. La signora ha fatto presente la situazione anche ad un esponente politico; poi, l’impiegata ha spiegato di avere una protezione personale in plexiglass ridotta. «Si rivolga ai superiori e al sindacato, ma non se la prenda con le persone che sono qui con un lutto, anzi, un doppio lutto perché non abbiamo neppure salutato un’ultima volta una nostra cara», conclude.
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