Il Tirreno

intervista al senatore massimo mallegni 

«Sergio entrerà in Fi, condivide i nostri valori»

Manuela D’Angelo
«Sergio entrerà in Fi, condivide i nostri valori»

Il leader regionale di Forza Italia fa chiarezza sul “caso” politico «Menchini non è obbligato alla tessera, ma saremo la sua casa»

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massa

Non esiste a Massa nessun problema politico in Forza Italia. E nessun “caso” Menchini.

A parlare e spiegare è il senatore Massimo Mallegni, che della “confusione” generata da post facebook, sms, dichiarazioni a caldo poi riviste e battibecchi, non ne vuole sapere.

«Mi chiede se Menchini è nel coordinamento di Forza Italia? La risposta è sì- inizia Mallegni- Ma è vero che non è iscritto al partito. Questione di settimane, almeno questo è quello che penso e che spero. Menchini non può aver preso le distanze da Forza Italia- continua Mallegni- perché quando gli ho proposto di occuparsi per noi di formazione e università mi sono assicurato che il professore condividesse i valori e i principi di Forza Italia. La tessera non c’entra nulla. Menchini, è vero, non è obbligato a prenderla e potrebbe restare nel coordinamento regionale anche da civico. Ma io sono sicuro che entrerà in Forza Italia».

La situazione, dunque, è cristallina: la proposta di Mallegni all’avvocato Menchini è arrivata con precisi obiettivi: «Sto mettendo mano alla riorganizzazione di Forza Italia- spiega Mallegni- Siamo un movimento politico di centro, alleato con la destra, ma non di destra, che non ha nulla in comune con la sinistra ma che ci confina; teniamo alla nostra tradizione europeista che dialoga con il mondo civico, di cui, ad esempio Menchini fa parte. Io stesso- continua il senatore- ho legato il mio nome ad una lista civica di cui vado fiero, “Pietrasanta prima di tutto” e in persona ho intrapreso i contatti con il professor Sergio Menchini, non certo da ora, ma già da qualche anno, attratto dal suo essere un personaggio attivo nel civismo e autonomo. Lui mi ha sostenuto anche durante la mia campagna per il Senato. Gli ho chiesto, in questa fase di ricostruzione del partito, se volesse mettersi a disposizione per un progetto nuovo e condividere con noi i valori di Forza Italia. E ho avuto risposte positive. Ritengo che l’area di Forza Italia sia la sua area di appartenenza e spero che si iscriva presto. Ora, comunque non ci sarebbe neanche la possibilità di un tesseramento. La tessera rimane un pezzetto di carta plastificato. Dietro c’è di più».

Mallegni conferma di avere in testa una nuova Forza Italia: Non sto facendo le nomine, non distribuisco poltrone. Sto costruendo un’area politica moderata di centro, liberale e liberista; Forza Italia sta subendo una naturale evoluzione di cui il mondo civico è parte integrante. Per questo progetto mi serviranno altri cento Menchini, come mi servirebbero altri cento Stefano Benedetti. E sul territorio apuano sto investendo molto, abbiamo dato a Matteo Mastrini “le chiavi” di tutti gli enti locali, se non è poco». In ogni caso, il senatore Massimo Mallegni ammette di aver capito che l’avvocato e professore Sergio Menchini possa essere stato messo in imbarazzo dalla circolazione del suo nome tra i dirigenti regionali del partito: «Solo perché eticamente capisco che il percorso naturale per lui doveva essere un altro; doveva uscire dal suo movimento civico, staccarsi dai vecchi compagni di viaggio che avevano preso altre strade, formare un nuovo gruppo o movimento, far decantare la cosa e poi approdare in un vero partito, che sarà la sua casa futura. Questo, credo, che Menchini volesse che accadesse. Noi gli daremo il suo tempo » —

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