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Il grazie di Athamanta: «Giornata importante, il vento è cambiato»
carrara
Il “day-after” è fatto di bilanci e di ringraziamenti, ma anche di promesse («lottare per un futuro dove la devastazione non trovi spazio», scrivono). Tutti aspetti che da Athamanta, percorso che ha organizzato la manifestazione di sabato scorso, sottolineano in un post sui canali social che parte, ovviamente, dall'evento: quello con più di 200 persone in piazza Alberica per il flash mob che ha incassato varie adesioni. «È stata un'importante giornata di mobilitazione, in cui siamo riusciti a portare nella città di Carrara la complessità rappresentata dal percorso di Athamanta». «Tanti volti nuovi», ma anche – provano a fotografare i promotori – «persone che in decenni di lotta hanno costruito una coscienza critica sul modello estrattivo che soffoca il territorio apuano». «Ringraziamo chi ha portato avanti queste lotte, perché hanno iniziato a de-costruire quella narrazione tossica di cui tutte-i siamo permeati. Senza questo lavoro non avremmo visto palesarsi questa forza comune. Sicuramente è una piccola tappa, così come altre precedenti, ma una tappa che dimostra con chiarezza che il sistema di devastazione che agisce sul nostro territorio va fermato. La grande e variegata partecipazione sottolinea che non solo gli “ambientalisti”, ma una grande fetta di cittadinanza comprende l’insostenibilità e l’ingiustizia di un mondo che mette davanti gli interessi di pochi alla salute della comunità tutta», ragionano dal gruppo. Un flash-mob, tra distanze e mascherine, che in piazza Alberica ha tradotto in tanti ombrelli colorati il motto dell'iniziativa con la scritta “Fermiamo la devastazione”. Prima però anche altre tappe simboliche per i militanti: la cava dei Poeti, la sede carrarese di Confindustria (e il «suo tentativo di creare false contrapposizioni tra ambientalisti e lavoratori»), l'Omya («la multinazionale che più di tutte specula sulla distruzione del nostro territorio») e anche piazza delle Erbe. «Abbiamo camminato per le strade di una città troppo spesso deserta, lasciata sprofondare nello spopolamento», raccontano. E ancora: «La solidarietà dimostrata in giro per l’Italia e non solo è una prova evidente di come la devastazione del nostro territorio sia un esempio emblematico della devastazione ecologica mondiale – aggiungono –. Eravamo molti e avremmo potuto essere molti di più, ma l’obiettivo di questa mobilitazione era dimostrare la determinazione di un percorso, ancora lungo e complesso, che si oppone alla devastazione del territorio e alle dinamiche economiche che lo governano». —+l.b.
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